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La Tangente #3 – Di metastasi italiane, vaticane e latino-americane

Già un quarto di secolo è passato dall’arresto che ha aperto una fase della storia d’Italia, le inchieste di Tangentopoli con cui gli italiani hanno scoperto la corruzione sistemica della politica e dell’amministrazione pubblica. Da allora poco è cambiato, dicono gli esperti. Ora a vivere quella fase è l’America Latina dove emergono i casi di politici e capi di Stato pagati dall’azienda brasiliana Odebrecht per realizzare grandi opere. Nessuno ne è immune e nemmeno la Città santa lo è: il papa venuto “quasi dalla fine del mondo” afferma che in Vaticano c’è corruzione, un male che denuncia sempre più spesso. Messa così quest’edizione de La Tangente sembra riflessiva (e in parte lo è), ma la cronaca ci ha riservato delle chicche. Buona lettura!

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Off-shore leaks…

Offshoreleaks, il progetto dell’Internation consortium of Investigative journalism è straordinario. Circa 40 giornalisti al lavoro su documenti per un anno e mezzo, cercando di scoperchiare i misteri delle società off-shore che permettono di accumulare e nascondere capitali per operazioni sporche (evasione fiscale, riciclaggio, finanziamenti illeciti, tangenti…). Gli aspetti italiani verranno svelati da Leo Sisti su L’espresso.

Una domanda, sincera, sorge: è possibile che nella mappa non venga menzionato il Vaticano e tra le banche non ci sia lo Ior?
Chissà che non arrivi fra qualche settimana, con altre novità…

 

Intanto posso dirvi che qualcuno, alla Procura di Torino, sembra molto interessato ai nomi dei detentori di conti nei paradisi fiscali.