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Quante supercazzole al consiglio comunale di Torino

Amici miei” resta una grande fonte di ispirazione, ma le sue battute – ahinoi – sono diventate un po’ logore. A seguire certi consigli comunali a Torino c’è una citazione torna spesso ed è quella della supercazzola. Questo concetto l’ho sentito ripetere molto spesso. Allora in un momento di noia mi sono messo a cercare nell’archivio dei verbali delle sedute alcune parole chiave per fare una rassegna – non esaustiva – di come il grammelot del conte Mascetti, interpretato da Ugo Tognazzi, sia stato usato dai consiglieri della Sala Rossa.

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Alla scoperta del balconcino più bello di Torino

Una storia semplice che ha appassionato, un articolo condiviso 28mila volte su Facebook (dicono non sia male per un articolo così), ripreso da più media. 

Da tre anni, la domenica pomeriggio, un centinaio di persone entrano nel cortile di via Mercanti 3, a Torino, e restano col naso all’insù per un’ora. Perché su un balcone di questa casa di ringhiera, nel centro città, Maksim Cristan e Daria Spada offrono a tutti un po’ del loro “punk lirico” in uno spettacolo spontaneo e gratuito chiamato “Concertino dal balconcino”. Da alcuni mesi però il loro show, a cui ogni volta partecipano artisti diversi, è in pericolo per una “bega condominiale”.

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Giorno della memoria, il ricordo di una sopravvissuta al Porrajmos

Quattro anni fa sul sito del master di giornalismo dell’Università di Torino ho pubblicato la storia di Cena Huseinovic, ottantenne rom che abitava al campo nomadi di Germagnano, sopravvissuta al Porrajmos, lo sterminio degli “zingari”. Morì pochi mesi dopo l’intervista.

Cena Huseinovic, sopravvissuta allo sterminio rom dei nazifascisti

Porrajmos” vuole dire “divoramento”. È lo sterminio dei rom, ma anche un dolore interno che a volte torna a manifestarsi. Questo divoramento Cena Huseinovic, 80 anni, l’ ultima sopravvissuta in Piemonte insieme alla consuoceraMelica Muratovic, lo prova ancora. Dice “nervosa” e si commuove quando racconta la storia del suo popolo, lei che è scappata anche alla guerra in Yugoslavia e oggi abita in una baracca al campo di via Germagnano 10, senza riscaldamento e assistenza.

L’occasione per incontrarla è fornita da un incontro con le ragazze di “Idea Rom” (contatti: idea.rom at gmail.com), con l’associazione Romanò Ilò el’Opera Nomadi, per il giorno della memoria. Ivana Nikolic, 19 anni, ascolta il racconto in quella lingua che non ha ancora imparato, il romanì, ma si commuove con tutti gli altri presenti.

Cena aveva circa 12 anni quando accadde, intorno al 1942. Viveva nelle tende in un campo in Bosnia con la sua famiglia e altre cinquanta persone: “Ero a Visegrad e gli cetnici (fascisti serbi, ndr) ci portarono via coi treni”. Prima a Sarajevo, e poi a Jasenovac, nella zona croata vicino alla Bosnia. “Per un mese siamo stati chiusi in un bunker al buio, mangiando solo tre patate e un pezzo di pane al giorno”. In questo campo di concentramento degli ustascia, fascisti croati, gli adulti erano destinati ai lavori forzati, per produrre mattoni e catene. Quando lo sforzo e la fame li indebolivano “gli ustascia li prendevano uno a uno, li ammazzavano e li buttavano nel fiume Sava. – racconta Cena – Non ne sapevamo nulla, fino a quando non abbiamo trovato i cadaveri nel fiume”. (altro…)

Al Circolo dei Lettori il libro del pm Vittorio Nessi

Alle 18 oggi alla Sala Gioco del Circolo dei Lettori Vittorio Nessi, procuratore aggiunto a Torino, presenterà il suo libro “Strani amori”, una raccolta di racconti ispirati a fatti reali, seguiti dal pm nel corso della sua carriera. Si tratta di storie di amori falliti, vicende in cui è spesso la donna a pagare le conseguenze più dure. Il magistrato le rivive nelle vesti del suo alter ego, Bruno Ferretti, che indaga non solo il reato, ma pure le vite dei protagonisti dei fatti di cronaca, con riflessioni che restano fuori dai faldoni dei processi.

Nessi circolo dei lettori

Festa low cost del Movimento 5 Stelle

Pubblicato su La Repubblica, edizione di Torino del 16 settembre 2013

Nonostante il maltempo abbia costretto a finire in anticipo, nel Movimento 5 Stelle c’è soddisfazione per come è andata la prima MoViFest di Torino. Partecipazione alta, circa cento volontari e un senatore, Alberto Airola, che aiuta a smontare il palco la domenica sera. Infine costi ridotti a pochissime migliaia di euro. «Le spese sono ancora da consuntivare – dice Chiara Appendino, consigliere comunale -, ma ci aggiriamo intorno ai 2.500 euro usati soprattutto per il palco, le attrezzature, qualche manifesto e 11mila volantini». La riduzione dei costi della politica è stata applicata anche qui sfruttando quanto era a disposizione: i gazebi del M5S sono stati utilizzati per mostrare ai visitatori i lavori dei gruppi tematici (su sanità, istruzione, lavoro, trasporti, ambiente, diritti e altro), mentre le sedie dell’area dibattiti sono state prese in prestito dalla Circoscrizione 7 «come permette il regolamento», specifica il consigliere di zona Fabio Versaci. Il resto è stato fatto dai tanti volontari e dagli artisti che hanno messo a disposizione le loro competenze. «Di certo – continua Appendino – siamo già rientrati nelle spese grazie alle donazioni dei simpatizzanti e alla vendita dei biglietti della lotteria», i cui premi erano libri, un ebook Kindle, un cesto di prodotti alimentari a chilometro zero, una bicicletta e una certificazione ambientale fatta da Antonino Iaria, consigliere della Circoscrizione 5 e architetto che offre questo servizio. Nonostante l’attenzione particolare all’impatto ecologico, con la raccolta differenziata e quattro pannelli fotovoltaici a fornire l’energia necessaria, c’è il rammarico di non aver pensato prima ai rifiuti prodotti dai camioncini che vendevano cibo. «L’anno prossimo risolveremo il problema», affermano.

Fermi tutti, ritorna La Ganga*

Oggi Giuseppe “Giusi” La Ganga, ex capogruppo del Psi in Parlamento negli anni di Tangentopoli, diventa consigliere comunale di Torino dopo quasi venti anni di assenza dalle scene politiche.

Il 15 gennaio 1994 trapelano notizie sul suo abbandono della politica:

“Mi assumo la responsabilità dei finanziamenti illeciti ricevuti. E, per coerenza, non posso continuare a fare il politico”.

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