Tav

Lyon-Turin, un chantier sous tension

Schermata 2015-01-06 alle 11.20.28Una cosa interessante che ho fatto nel 2014: essere intervistato da Art’è, canale tv franco-tedesco, per un reportage sulle infiltrazioni mafiose nella Tav Torino-Lione. Potete vederlo a questo link. Nessuna rivelazione nuova, solo il punto su alcuni passaggi interessanti dell’operazione “San Michele” di cui ho scritto nei mesi scorsi.

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Anarchici e Tav, non è terrorismo

Due miei articoli sulla sentenza della Corte d’assise di Torino del 17 dicembre 2014

Assolti dall’accusa di attentato con finalità di terrorismo, ma condannati per danneggiamento, dal trasporto di armi e dallaresistenza a pubblico ufficiale. Per questo motivo i quattro anarchici No Tav a Claudio Alberto, Niccolò Blasi, Mattia Zanotti e Chiara Zenobi sono stati inflitti tre anni e mezzo di carcere.

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«Forse queste saranno delle buone feste. Lo scorso anno non lo sono state». Non si sbilancia troppo, ma è contento Paolo Zanotti, padre di Mattia, l’anarchico No Tav che insieme a Claudio Alberto, Niccolò Blasi e Chiara Zenobi è stato condannato a tre anni e sei mesi di carcere per il blitz al cantiere della Torino-Lione del 13 maggio 2013, ma è stato assolto dall’accusa di averlo fatto per “finalità terroristiche”.

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Le mani delle ‘ndrine sul cantiere Tav

Pubblicato sul Fatto quotidiano del 2 luglio 2014

Il Tav è anche un affare loro. “L’ho vista l’Alta velocità cosa porta”. Sa quanti lavori e soldi possono arrivare. Per questo motivo nel maggio 2011 si dava da fare Gregorio Sisca, arrestato con altre 19 persone ieri all’alba dai carabinieri del Ros nell’ambito dell’indagine “San Michele” della Dda di Torino che ha smantellato la locale distaccata di San Mauro Marchesato (Crotone) insediata in Piemonte. “Le forze dell’ordine e la Procura sono attente ai tentativi di infiltrazione nei lavori per la Torino-Lione – ha ribadito ieri il procuratore aggiunto Sandro AusielloL’intenzione è di tenere alta la vigilanza”. L’indagine comincia nel maggio 2011, poco prima dell’inizio degli scavi in Val di Susa, quando il Ros scopre che i componenti della cosca Greco volevano entrare nei lavori della Torino-Lione piazzando gli imprenditori calabresi nel settore del movimento terra. C’è Francesco Gatto, ritenuto un affiliato, il padroncino della “Sud express”. Sisca voleva farlo entrare nel “Consorzio Valsusa”, che raggruppa gli imprenditori locali attivi nel cantiere di Chiomonte: “Adesso che adesso che parte la Tav – dice al boss Mario Audia per sottolineare l’imminenza dei lavori -. Vediamo di farlo entrare insieme a questa cooperativa qua della Tav”. Non è l’unico ambito in cui Sisca si muove. Importantissimo per gli affari della cosca è Giovanni Toro, indagato di concorso esterno in associazione mafiosa, estorsione e smaltimento illecito di rifiuti, quest’ultimo reato commesso con l’imprenditore valsusino Ferdinando Lazzaro della Italcoge. L’uomo d’affari calabrese è il fondatore della Toro Srl e della Cst con cui gestisce una cava tra Sant’Antonino di Susa e Chiusa San Michele. Nel 2011 rischiava di essere sfrattato: “Io arrivo lì, investo tutto e non mi posso fare quattro anni di Alta velocità!?”, riferisce a Sisca che con le minacce fa cambiare idea ai proprietari del luogo. Il motivo di tanto interesse? “Noi dobbiamo stare lì perché è lì dentro che nei prossimi dieci anni arrivano 200 milioni di euro di lavoro”, dice Toro che garantisce a Sisca: “La torta non me la mangio da solo. Me la divido con te e ricordati queste parole, che ce la mangiamo io e te la torta dell’alta velocità”. Oltre ai soldi per lo smaltimento ne avrebbe ricavati altri frantumando gli scarti per usarli nel cemento: “Lì è un business che non finisce più”. Tutti possono guadagnarci e così Sisca chiede se “servono anche carpentieri bravi?”. “Sicuramente ce n’è bisogno veramente di tanti perché ci sono viadotti, cavalcavia – gli dice Toro – Ci sarà tanto tanto cemento armato. Li sistemiamo e li facciamo lavorare senza problemi appena parte. Ci saranno richieste su tutti i campi”.

Per approfondire leggi qui. ‘Ndrangheta, a Torino asse boss-imprenditori: “Ci mangiamo la torta Tav”

Plano, sindaco no Tav, rischia l’espulsione

Dal Fatto quotidiano del 14 giugno 2014

Il Pd litiga pure a Torino. Toni alti, provocazioni e minacce di sanzioni. Da una parte i vertici centrali, dallaltra i dissidenti della Valsusa. In mezzo la linea ad alta velocità che dovrebbe unire Torino e Lione.

Tutto è nato dal discorso di insediamento di Sandro Plano, politico Pd che, con una lista No Tav, è stato eletto sindaco di Susa con soli otto voti di distacco dallavversaria Gemma Amprino. Mercoledì ha annunciato che lui non sarà il sindaco di tuttie che continuerà a opporsi allopera, come da programma.

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Erri De Luca: “Il Tav Torino-Lione va sabotato”. Ltf denuncerà lo scrittore

Pubblicato su ilfattoquotidiano.it il 5 settembre 2013

Dalle parole alle denunce. La Lyon-Turin ferroviaire (Ltf), la società che deve realizzare la tratta comune della linea ad alta velocità Torino-Lione, ha deciso di denunciare lo scrittore Erri De Luca . Per questo, nei prossimi giorni potrebbe presentare un esposto. “Questa denuncia non mi fa certo cambiare idea, sempre che arrivi, perché al momento io non ho ricevuto nulla”, ha risposto l’autore napoletano annunciando la sua presenza a una manifestazione in Val di Susa il prossimo 5 ottobre.

In un’intervista pubblicata domenica dall’Huffington Post De Luca, con un passato nel servizio d’ordine di Lotta Continua e convinto sostenitore del movimento No Tav, aveva dichiarato che “la Tav va sabotata” e che le cesoie (trovate insieme ad altro materiale nell’auto di due militanti arrestati lo scorso 30 agosto) “sono utili a tagliare le reti”: “Hanno fallito i tavoli del governo, hanno fallito le mediazioni: il sabotaggio è l’unica alternativa”. A lui si è aggiunto anche il sindacalista Giorgio Cremaschi: “In Val di Susa gli atti contro gli impianti della Tav fanno parte di una lotta civile e democratica profondamente giusta e come tali vanno compresi e giustificati”.

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