suicidio

‘Ndrangheta, si suicida il boss Catalano. Era ai domiciliari dopo essersi dissociato

L’uomo, 70 anni, si è tolto la vita nella sua abitazione a Volvera, in provincia di Torino. Coinvolto nelle operazioni Crimine e Minotauro contro le infiltrazioni della criminalità organizzata in Piemonte, aveva ottenuto di poter uscire dal carcere perché depresso e affetto da un principio di Parkinson. Da ilfattoquotidiano.it del 19 aprile 2012.

È uscito a prendere aria sul balcone della casa in cui scontava gli arresti domiciliari e si è buttato. Intorno alle 16 di oggi Giuseppe Catalano, ritenuto uno dei boss della ‘ndrangheta in Piemonte, capo del “crimine” a Torino, ha deciso di farla finita. Era nell’appartamento della figlia al primo piano di una palazzina di Volvera, un Comune del torinese, ed era uscito a prendere una boccata d’aria. Ha spostato alcuni vasi e si è buttato dal terrazzo. Trasportato d’urgenza al pronto soccorso di Orbassano, Catalano, nato a Siderno nel 1942, è morto poco dopo in ospedale. Soffriva di depressione e aveva un principio di Parkinson.

Il boss aveva da poco ottenuto una misura di custodia cautelare più leggera dopo un anno e dieci mesi trascorsi nel carcere di Monza. Era finito in prigione il 13 luglio 2010 per l’operazione “Crimine” della Procura di Reggio Calabria e da allora era uscito di rado, soprattutto per le udienze al tribunale di Torino, dove era imputato. Aveva assistito alle udienze su una sedia a rotelle nella cella insieme agli altri imputati: Giovanni CatalanoCarmelo Cataldo e Rocco Zangrà. Per gli inquirenti reggini “l’anziano boss” è il capo della locale di Siderno a Torino che appoggiava la riapertura di una nuova locale a Rivoli dopo l’arresto dei suoi capi, i fratelli Crea: “Ci sono quaranta cristiani che possono stare per i fatti loro?”, chiedeva a un interlocutore in una conversazione intercettata. I suoi referenti in Calabria, i Commisso, lo avevano invitato a desistere perché si sarebbe messo molte persone contro, tra cui il clan Pelle. Dalle intercettazioni risulta anche che Catalano volesse aprire una camera di controllo a Torino: “Questo fatto della camera di controllo che hanno sia la Lombardia che il Piemonte, perché a Torino non gli spetta? Che ce l’hanno la Lombardia e la Liguria, giusto? Siamo nove locali”, aveva detto a Giuseppe Commisso in un’altra conversazione. (altro…)

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