Roberto Macchia

Sanitopoli in Piemonte, parla l’ex assessore

Pubblicato su “La Sentinella del Canavese” del 25 ottobre 2013

CHIVASSO. Era il loro giorno. L’ex assessore regionale alla Sanità Caterina Ferrero e l’ex commissario dell’Asl To4 Renzo Secreto si sono presentati davanti ai giudici della terza sezione penale di Torino per essere interrogati dai pm Stefano Demontis e Paolo Toso e dagli avvocati nel processo Sanitopoli. È stata la Ferrero la prima a parlare dalle 9.30 di ieri seduta accanto al suo avvocato Roberto Macchia.

Ha chiarito i rapporti col braccio destro Piero Gambarino, altro imputato: «Ha cominciato a lavorare con me sin da subito». Lui aveva gli agganci e l’esperienza che servivano alla Ferrero nei primi anni di politica. Ha spiegato le difficoltà a lavorare «La Lega aveva digerito malissimo il fatto che l’assessorato alla Sanità fosse stato dato a un esponente del Pdl – ha detto al pm Toso -. Poi c’erano anche problemi nel gruppo del Pdl, non è che erano tutti amici». Si è parlato pure dell’apertura del laboratorio di emodinamica a Chivasso. «L’Asl mi ha presentato l’esigenza di aprire questo servizio dicendo che c’erano i macchinari e si poteva usare il personale. Per me era massimizzare ciò che si ha per dare un servizio». Fu però sorpresa di scoprire il coinvolgimento di Villa Maria Pia Hospital, ma la chiusura però non si poteva fare subito perché non infierire sulle elezioni a Chivasso del 2011, ha spiegato. (altro…)

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Comune sciolto per ’ndrangheta, i Coral incandidabili (ma Bertot?)

Una prima volta per il Piemonte e forse per tutto il Nord Italia: due politici dichiarati incandidabili per lo scioglimento del loro Comune per via delle infiltrazioni della ‘ndrangheta. Ne ho scritto su “La Repubblica”, edizione di Torino del 24 aprile 2013.

Incandidabili. Nevio e Ivano Coral, padre e figlio ex sindaci di Leinì, sono stati privati del diritto a farsi eleggere perché ritenuti responsabili dello scioglimento del Comune infiltrato dalla criminalità. Lo ha stabilito nei mesi scorsi il collegio presieduto dal giudice Giovanni Liberati, della prima sezione civile del tribunale di Torino, al termine di un contraddittorio tra il Ministero dell’ Interno (che ha avviato la causa), gli avvocati dei Coral Roberto Macchia e Roberto Cavallo Perin e il procuratore aggiunto della Direzione distrettuale antimafia Sandro Ausiello.

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