Rimborsopoli

Gli scontrini di Cota (foto)

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Rimborsopoli, Cota e le spese estere

Pubblicato il 29 novembre 2013 su “Il Fatto quotidiano”

Roberto Cota si faceva rimborsare spese fatte a Torino pure se era a Bruxelles. Si è fatto rimborsare anche dei pasti consumati a Boston dove era andato per un corso di inglese. I dati emergono dalle tabelle con cui il Nucleo tributario della Guardia di finanza ha confrontato gli scontrini e gli impegni del presidente del Piemonte, indagato per peculato.

A Bruxelles c’è una missione il 30 giugno 2011, eppure Cota si è fatto rimborsare lo scontrino da 11 euro di un bar e uno da 11,40 di un ristorante a Torino, due consumazioni da 2,30 al bar di uno stabilimento balneare di Serra Spotorno e un regalo da 235 euro comprato nel negozio “Ghigo”. Interrogato ad aprile su questo acquisto aveva detto: “Sulla mia agenda c’è scritto ‘spesa di rappresentanza’, ma non so dare altro dettaglio”.

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Rimborsopoli, Cota sull’orlo del crac

Pubblicato il 28 novembre 2013 sul Fatto quotidiano

Non posso permanere in questa carica anche solo con l’ombra di un avviso di garanzia”. Il presidente della Regione Piemonte Roberto Cota l’avviso di garanzia l’ha ricevuto, e ha ricevuto pure quello della conclusione delle indagini, ma lui resta al suo posto. Quella frase l’aveva detta l’11 gennaio scorso nell’ufficio del procuratore capo di Torino Gian Carlo Caselli. Si era presentato spontaneamente insieme all’avvocato Domenico Aiello. Il motivo? “Si sta scatenando sui mezzi di informazione una specie di tritacarne in cui si rischia di finire tutti e di essere indistintamente fatti a pezzi”. Ora il “tritacarne” è tornato in funzione e lui, in Giappone per impegni istituzionali, spera di sopravvivere allo tsunami che si sta abbattendo su Torino.

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Rimborsopoli, rissa in consiglio

Pubblicato il 27 novembre 2013 su Il Fatto quotidiano.

Nome omen. All’origine del tafferuglio al Consiglio regionale del Piemonte c’è un consigliere di Fratelli d’Italia che si chiama Botta, Franco Maria Botta. Come altri 42 eletti è indagato dalla Procura di Torino per i rimborsi dei gruppi politici. Dopo la conclusione delle indagini la scorsa settimana la pressione sugli eletti è talmente alta che ieri, alla prima seduta del consiglio, l’assemblea è degenerata in un’azzuffata, con insulti, spintoni, botte. Scene da saloon, viste al massimo al parlamento ucraino, a quello italiano o – pochi giorni fa – al consiglio comunale di Roma, dove il sindaco Ignazio Marino è stato persino colpito da una gomitata sferrata da un altro esponente di Fratelli d’Italia. Raramente però si è vista una scena simile nei palazzi politici piemontesi e difficilmente era immaginabile, considerato il tanto orgogliosamente decantato understatement sabaudo. Ma la politica riesce sempre a mostrare peggio del peggio. E così ieri sono volati schiaffoni.

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