Renato Balduzzi

La Stamina alle Iene. Stasera parlano i medici

Stasera Le Iene continueranno a parlare e a far parlare dei casi di bambini curati con il metodo della “Stamina Foundation”. Giulio Golia intervisterà il professor Davide Vannoni, fondatore della Stamina, nonché il direttore sanitario dell’Ospedale dei Bambini di Brescia Raffaele Spiazzi e il dottor Marino Andolina, inventore del metodo. Sarà interessante sentire cos’avranno da dire.

Nel frattempo vi consiglio la lettura di questo articolo pubblicato ieri sul Corriere della Sera in cui il dottor Giuseppe Remuzzi parla dei rischi del metodo Stamina.

 il metodo Stamina? Quel metodo con la cura della leucodistrofia non c’entra proprio. (…)

Iniettare quei preparati non è inutile, è pericoloso. L’hanno fatto già in tante parti del mondo, lo chiamano turismo delle cellule, si paga per avere infezioni, tumori e nessun beneficio.

Remuzzi, insieme a Paolo Bianco e Silvio Garattini, è uno dei medici che ha sottoscritto questo appello al ministro della Salute Renato Balduzzi sollevando dubbi sulle cure proposte da Vannoni & Co. Dubbi come l’assenza di un protocollo di ricerca (un testo scritto in modo rigoroso, nel quale sono indicati  le basi scientifiche, gli obiettivi, la metodologia, le considerazioni statistiche e altri dati), come l’assenza di ricerche e dati scientifici o, peggio ancora, i pessimi risultati ottenuti in passato dalla Stamina Foundation a Trieste.

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La Stamina alle Iene. Oggi repliche?

La scorsa domenica su Twitter la redazione de “Le Iene” aveva annunciato che stasera ci sarebbe stato un nuovo servizio sulle cure a base di cellule staminali fornite dalla “Fondazione Stamina”. (Ora il tweet è scomparso). Per due puntate Giulio Golia ha raccontato le vicende toccanti di due bambini gravemente malati e curati dalla fondazione con risultati visibili (bambini e famiglie che necessitano risposte e cure), ma ha pure attaccato la magistratura, l’Agenzia italiana per il Farmaco (Aifa) e il ministero della Salute, perché hanno indagato i vertici dell’organizzazione.

Purtroppo Giulio Goria e “Le Iene” non hanno mai spiegato cosa potrebbe nascondersi dietro la Stamina foundation onlus e il suo capo, Davide Vannoni. In questo mio articolo per “La Repubblica” potete trovare qualche informazione e farvi venire qualche dubbio sulla gestione di queste cure. Oppure c’è questo articolo più recente sulla relazione degli esperti del ministero che sottolinea la pericolosità e i dubbi sul metodo Stamina.

Aggiornamento del 4 marzo: @Tnymed mi segnala via Twitter questo messaggio del portavoce del ministro Renato Balduzzi su Facebook. (altro…)

Il capo della fondazione Stamina disse: “Per fortuna i malati aumentano”

Per il pm il vertice della Fondazione era «animato dall’intento di trarre guadagno dai pazienti affetti da patologie senza speranza». Da “La Repubblica”, edizione nazionale del 21 agosto 2012.

I malati senza speranza «sono fortunatamente in aumento». Lo avrebbe detto il presidente della Stamina Foundation, Davide Vannoni, a uno dei testimoni interrogati dalla procura di Torino nell’indagine sulla Fondazione onlus che promuove cure con cellule staminali ottenute dal midollo osseo. Il sostituto procuratore Raffaele Guariniello ha iscritto negli registro degli indagati 13 persone (Vannoni, alcuni medici e altro personale) per associazione a delinquere finalizzata alla somministrazione di farmaci pericolosi per la salute pubblica, alla somministrazione di medicinali guasti o imperfetti e alla truffa. Stando a denunce, testimoni e documenti bancari la fondazione (senza scopo di lucro) incasserebbe ogni anno dai suoi 70 pazienti cifre tra i 7 e i 10mila euro tramite bonifici che devono essere giustificati come «contributi, donazionie oblazioni». Per il pm il vertice della Fondazione era «animato dall’intento di trarre guadagno dai pazienti affetti da patologie senza speranza».Nel frattempo l’inchiesta è stata riaperta perché la sperimentazioneè continuata agli Spedali Civili di Brescia fino al blocco imposto dal ministero della Salute e dall’Agenzia italiana del farmaco.

Contro lo stop hanno fatto ricorso al tribunale di Venezia i genitori di Celeste, bambina di due anni affetta da atrofia muscolare spinale che si è vista interrompere le cure. Oggi il giudice del lavoro Margherita Bortolaso dovrà decidere. A Brescia l’8 e il 9 maggio i Nas e due ispettori dell’Aifa hanno controllatoi laboratori trovando irregolarità igieniche. I Nas hanno chiesto lo stop delle cure, accordato il 15 maggio dal direttore generale dell’Aifa Luca Pani.

Un rapporto del ministero della Salute, dopo l’indagine amministrativa voluta dal ministro Renato Balduzzi, ha evidenziato altre irregolarità. Il personale della Stamina Foundation non ha fornito informazioni sui metodi scientifici perché coperti dai brevetti, ma in realtà esistono solo domande di brevetti senza esiti. Inoltre «non è garantita la tracciabilità dei prodotti» usati nelle cure. Ora sono in corso analisi sui campioni di cellule, dopodiché la procura di Torino potrà chiudere l’indagine e chiedere il rinvio a giudizio.

Leggi qui l’ordinanza dell’Agenzia del farmaco sulla Stamina Foundation Onlus.

Eternit, il barone, il filantropo e “l’offerta del diavolo”

Da “Il Fatto quotidiano” del 14 febbraio 2012, pagina 3.

Chissà, se fossero stati nella maxiaula 1 alla lettura della condanna, cosa avrebbero pensato Louis De Cartier De Marchienne e Stephan Schmidheiny ascoltando la Spoon River di Casale Monferrato, i nomi e cognomi di vittime e di famiglie spezzate dall’amianto dell’Eternit. Perché neanche ieri i due si sono presentati davanti alla corte. Condannati in contumacia, mai visti, mai sentiti. Per loro parlano i loro avvocati. Per Schmidheiny parlano anche i soldi. L’altro, invece, il barone belga De Cartier De Marchienne tace: è nato il 21 settembre 1921, ha novanta anni e di certo non finirà in carcere. Lui controllava l’Eternit italiana dal 1952 fino alla cessione alla famiglia svizzera Schmidheiny. Il 64enne ha ereditato l’azienda dai predecessori che iniziarono l’attività nel 1903. Ha cominciato a lavorare nell’azienda a 29 anni, diventando poi presidente del consiglio d’amministrazione nel 1978. Nel 1989 ha ceduto le sue quote dell’Eternit al fratello Thomas ed è diventato un filantropo: ha cercato di “cambiare rotta”, parafrasando il titolo del suo libro pubblicato per il Mulino nel 1992, anno del bando dell’amianto in Italia. Ha creato un’organizzazione dedicata al padre, la “Max Schmidheiny foundation”, che nel 2000 ha consegnato a Romano Prodi un premio per la libertà. Controlla la Viva Trust, che promuove la diffusione di un’economia e uno sviluppo sostenibile in America Latina: “Sono un cittadino – ha scritto sul suo sito – un uomo d’affari, un escursionista, un collezionista d’arte e ogni giorno faccio del mio meglio perché ciascuno dei miei ruoli sia ispirato alla stessa visione, agli stessi valori”. Valori che ammontano a 2,9 miliardi di dollari stando alla classifica dei miliardari del mondo nel 2011 stilata da Forbes. Lui è al 393°, il quinto uomo più ricco della ricca Svizzera. Coi questi soldi non ha solo finanziato molte associazioni ambientaliste, ma ha anche cercato di risarcire i familiari delle vittime e i comuni italiani danneggiati dall’Eternit, a patto che uscissero dal processo rinunciando a ogni azione futura. A novembre ci aveva provato con Casale Monferrato, che inizialmente stava per accettare. Poi le manifestazioni dei cittadini contro “l’offerta del diavolo” e l’intervento del ministro della Salute Renato Balduzzi hanno fatto cambiare idea al sindaco Giorgio Demezzi.