Procura di Torino

Lo “Svuotacarceri” libera i pusher

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Dal Fatto quotidiano del 21 giugno 2014

Due arresti e due scarcerazioni immediate per colpa dello “Svuotacarceri”. È successo a Torino negli scorsi giorni. Protagonista un giovane pusher di origine africana con moltissimi precedenti per spaccio di cocaina e crack. Fino a qualche anno fa entrava e usciva dal carcere minorile di Torino per la sua giovane età. Il 7 febbraio 2011 è stato pure condannato, ma ha ottenuto il perdono giudiziale. Ora, che di anni ne ha diciannove, entra ed esce dalle Vallette perché il decreto “Svuotacarceri” glielo consente grazie alla riduzione delle pene per lo spaccio di “lieve entità”. Questa nuova norma vanifica il lavoro delle forze dell’ordine e della magistratura, ma “è un fenomeno che, socialmente, può avere reazioni devastanti, soprattutto nei quartieri popolari dove il fenomeno dello spaccio è avvertito come fattore di insicurezza quotidiana”, spiega Paolo Borgna, procuratore aggiunto di Torino e coordinatore del gruppo “Sicurezza urbana”.

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Rimborsi, Bono (M5S) dai pm spiega e ripaga

Magari può interessare a molti utenti. Questa mattina il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Davide Bono ha pubblicato sul suo profilo Facebook questa breve nota in vista del suo interrogatorio in procura a Torino, dove è indagato nello scandalo dei rimborsi ai gruppi del Consiglio regionale del Piemonte.
La lunga notte prima degli esami…mi sento come ad un’esame universitario oggi. Forse anche qualcosa di più. Ho guardato e riguardato tutti gli scontrini e le fatture per ore, giorni, settimane, e a parte uno scontrino del 2010 dovuto ad un errore materiale di un mio collaboratore che ha già rifuso la somma erronea (23,90 €), non vedo altre possibili fonti di contestazione. Comunque la linea sarà di spiegare per filo e per segno ogni singola spesa con tanto di memoria ed allegati sintetici esplicativi. Ho rinunciato ogni mese a circa 6000 €, il che ad oggi fa 216.000 €: difficile ritenere che abbia cercato di appropriarmi scientemente di 619 € .
Al termine dell’interrogatorio ha inviato questo comunicato stampa dettagliato su quanto è avvenuto:
Il PM Avenati Bassi mi ha tenuto solo 1 h e 15′ rispetto alle tre-quattro ore degli altri consiglieri.
La mia relazione di 6 pagine e l’analisi minuziosa di ogni singola spesa sono state ben accolte.
Nel merito mi è stato detto che la mia posizione sarebbe stata archiviata se non fosse che, essendo capogruppo, devo rispondere anche delle spese per il Gruppo consiliare (circa 4000 €) e per l’altro consigliere (circa 7000 €).
Insomma i 619 € a me contestati in due anni e mezzo (tutti per trasferte regolarmente rendicontate e giustificabili dall’attività istituzionale) sarebbero al di sotto della soglia di procedibilità stabilita dai magistrati.
Ho sottolineato come molte delle spese di cui i consiglieri hanno richiesto rimborso siano state coperte dal Fondo Progetti, senza andare ad intaccare il Fondo di Funzionamento e comunque ho ribadito la mia piena disponibilità a ripianare le somme contestate in caso venisse chiarito che non erano rimborsabili.
Ho comunque deciso di rifondere immediatamente tutte le spese a me rimborsate, anche quelle non contestatecome segnale politico, sperando che facciano lo stesso gli altri consiglieri, sia quelli morigerati che quelli che, pur a fronte di stipendi effettivi 4-10 volte il nostro di 2500 € al mese, usavano spesso il Fondo di Funzionamento come un bancomat personale per decine e decine di migliaia di euro.
Ora non resta che sperare da un lato in un’archiviazione dei casi più modesti e chiari, dall’altro in una rigida persecuzione di chi ha usato i soldi pubblici per il proprio arricchimento, compreso chi usava residenze fittizie fuori città o chi faceva il turismo delle sagre per incrementare i propri rimborsi (si chiama campagna elettorale se non sei mandato dall’Ufficio di Presidenza).
Dunque, riassumendo: la posizione di Bono poteva essere archiviata, ma è capogruppo del M5S, che prima aveva un altro consigliere oltre a lui, Fabrizio Biolé, che è indagato per rimborsi sospetti da settemila euro e ciò impedisce alla procura di archiviare.

Indovina chi non è indagato?

Da Flickr

Il gioco di questa mattina alla Procura di Torino era questo: “Indovina quale consigliere regionale del Piemonte non è indagato?”. Difficile, visto che se ne sono salvati cinque su 61…

Delle domande restano ancora aperte:

– Chi sarà il consigliere che si è fatto rimborsare una seduta massaggi da quattromila euro?

– Chi sarà il leghista che ha acquistato un giogo da bue?

– Chi sarà il recordman da 100mila euro di rimborsi nel giro di due anni e mezzo?

– Chi saranno le consigliere del Pdl (o i consiglieri) che hanno comprato borse Hermès, Louis Vuitton e gioielli di Cartier coi soldi pubblici?

– Quanto si sarà fatto rimborsare il presidente Roberto Cota e per quali spese?

Sparita la pagina Spotted del Palazzo di giustizia

In breve stava diventano una raccolta di pettegolezzi succulenti sugli avvocati (tutto in modo anonimo) e di racconti esilaranti sui processi e sui magistrati. Però il giochetto è terminato in fretta, giusto qualche giorno. Era la pagina Facebook “spotted” del Palazzo di giustizia di Torino. Lo “spotted” è una maniera di mandare messaggi “spot” per comunicare in modo anonimo l’interessamento a uno persona incontrata per caso, di cui non si hanno contatti, nella speranza che lei legga.

La pagina si chiamava “Spotted: Tribunale e Procura di Torino” e fino a domenica pomeriggio aveva poco più di 400 utenti e 40 messaggi circa, quasi tutti indirizzati a praticanti avvocati e avvocatesse incrociate nei corridoi e al bar. Però poi è scomparsa.Schermata 04-2456390 alle 16.56.25

Qualche utente si era posto il dubbio. C’era chi sollevava questioni deontologiche (forse il Consiglio dell’Ordine degli avvocati non avrebbe apprezzato questa pagina…) e chi sollevava questioni sulla privacy: gli amministratori possono leggere i mittenti dei messaggi anonimi e conoscere così gli autori dei messaggi in maniera univoca.

Peccato sia finita. Stava diventando un passatempo per molti giovani avvocati…

Quanti abusi d’ufficio a Torino, un Comune sotto inchiesta

Palazzo di città, sede del Comune di Torino (foto da marcohilo su Flickr)

Con le perquisizioni di martedì salgono a quattro le indagini (note al pubblico)  riguardanti degli alti amministratori del Comune di Torino. Per tutti i magistrati del pool “reati contro la pubblica amministrazione” (diretto dal procuratore aggiunto Andrea Beconi) ipotizzano il reato di abuso d’ufficio, articolo 323 del codice penale:

Salvo che il fatto non costituisca un più grave reato, il pubblico ufficiale o l’incaricato di pubblico sevizio che, nello svolgimento delle funzioni o del servizio, in violazione di norme di legge o di regolamento, ovvero omettendo di astenersi in presenza di un interesse proprio o di un prossimo congiunto o negli altri casi prescritti, intenzionalmente procura a sé o ad altri un ingiusto vantaggio patrimoniale ovvero arreca ad altri un danno ingiusto è punito con la reclusione da uno a quattro anni.

  • L’ex direttore generale, il city manager Cesare Vaciago è stato rinviato a giudizio per le irregolarità del concorso dei dirigenti, annullato dal Consiglio di Stato. L’accusa è di abuso d’ufficio (articolo);
  • L’ex segretario generale Adolfo Repice è indagato per tentata corruzione in atti d’ufficio e turbativa d’asta in merito alla vendita dell’Opera Pia Lotteri, un istituto di ricovero e assistenza degli anziani. Avrebbe scoraggiato alcune società interessate a rilevare l’istituto a favore della Villa Maria Pia srl (articolo);
  • L’ex dirigente del settore Cultura, promozione e turismo del Comune Anna Martina è indagata per abuso d’ufficio. Avrebbe affidato incarichi in maniera diretta alla  Punto Rec Studios, società del figlio Marco Barberis, per un valore di circa 48mila euro (articolo);
  • otto dirigenti del Comune sono indagati per abuso d’ufficio per la concessione delle arcate dei Murazzi sul Po a società e gestori di locali notturni. Tra di loro c’è Giuseppe Ferrari, vicedirettore generale, anzi direttore generale facente funzioni (per via della fine dell’incarico di Vaciago). Inoltre ci sono Giovanni Tobia Oggiani, direttore del patrimonio ora in pensione; Carla Villari, a capo direzione del patrimonio dal luglio 2010; Agata Grasso, ex dirigente del settore amministrazione immobili comunali; Daniela Mosca, dirigente del settore associazioni contratti; Maria Francesca Montini, direttore settore commercio; Ernesto Pizzichetta, responsabile dello Sportello attività produttive; Sergio Enrietto, responsabile marketing del settore Promozione (articolo).

La Stamina alle Iene. Oggi repliche?

La scorsa domenica su Twitter la redazione de “Le Iene” aveva annunciato che stasera ci sarebbe stato un nuovo servizio sulle cure a base di cellule staminali fornite dalla “Fondazione Stamina”. (Ora il tweet è scomparso). Per due puntate Giulio Golia ha raccontato le vicende toccanti di due bambini gravemente malati e curati dalla fondazione con risultati visibili (bambini e famiglie che necessitano risposte e cure), ma ha pure attaccato la magistratura, l’Agenzia italiana per il Farmaco (Aifa) e il ministero della Salute, perché hanno indagato i vertici dell’organizzazione.

Purtroppo Giulio Goria e “Le Iene” non hanno mai spiegato cosa potrebbe nascondersi dietro la Stamina foundation onlus e il suo capo, Davide Vannoni. In questo mio articolo per “La Repubblica” potete trovare qualche informazione e farvi venire qualche dubbio sulla gestione di queste cure. Oppure c’è questo articolo più recente sulla relazione degli esperti del ministero che sottolinea la pericolosità e i dubbi sul metodo Stamina.

Aggiornamento del 4 marzo: @Tnymed mi segnala via Twitter questo messaggio del portavoce del ministro Renato Balduzzi su Facebook. (altro…)