Pdl

Spese pazze in Regione Piemonte. Indagati Cota e i “grillini”

Da “Il Fatto quotidiano” di sabato 20 aprile 2013.

Rimborsi per quasi 1,4 milioni di euro in due anni, di cui 100mila a un solo eletto. C’è di tutto tra gli scontrini dei consiglieri regionali del Piemonte: borse di lusso, il catering di un battesimo, massaggi da tremila euro, qualche elettrodomestico, un giogo da bue e molto ancora. Non si salvano nemmeno i “grillini”, sebbene le loro spese siano molto inferiori e semplici. Tutto il consiglio regionale, incluso il presidente Roberto Cota (ma esclusi cinque consiglieri e i nuovi entrati), è indagato dalla Procura di Torino per i rimborsi illeciti ai gruppi politici ricevuti dal maggio 2010 al settembre 2012. Ieri mattina 52 eletti hanno ricevuto dalla Guardia di finanza gli avvisi di garanzia e gli inviti a comparire davanti ai pm per gli interrogatori che cominceranno il 6 maggio. Con i quattro finiti nell’inchiesta a dicembre in totale sono 56 gli indagati di peculato, finanziamento illecito ai partiti e truffa. L’inchiesta dei sostituti procuratori Giancarlo Avenati Bassi ed Enrica Gabetta, coordinati dall’aggiunto Andrea Beconi, era partita contestualmente alle rivelazioni dell’ex vicepresidente regionale Roberto Rosso sui rimborsi di una vacanza al Sestrière.
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Indovina chi non è indagato?

Da Flickr

Il gioco di questa mattina alla Procura di Torino era questo: “Indovina quale consigliere regionale del Piemonte non è indagato?”. Difficile, visto che se ne sono salvati cinque su 61…

Delle domande restano ancora aperte:

– Chi sarà il consigliere che si è fatto rimborsare una seduta massaggi da quattromila euro?

– Chi sarà il leghista che ha acquistato un giogo da bue?

– Chi sarà il recordman da 100mila euro di rimborsi nel giro di due anni e mezzo?

– Chi saranno le consigliere del Pdl (o i consiglieri) che hanno comprato borse Hermès, Louis Vuitton e gioielli di Cartier coi soldi pubblici?

– Quanto si sarà fatto rimborsare il presidente Roberto Cota e per quali spese?

Dal comune sciolto per mafia all’europarlamento

Verso Bruxelles per il rotto della cuffia e grazie a una buona dose di voti sospetti. Fabrizio Bertot, ex sindaco di Rivarolocomune in provincia di Torino sciolto per infiltrazioni della ‘ndrangheta, potrebbe approdare presto al Parlamento europeo. Dopo l’elezione dei due europarlamentari Gabriele Albertini e Mario Mauro al Senato per lui si sta liberando un seggio. Il suo subentro è ancora al vaglio della Cassazione, ma le possibilità sembrano buone. Nel 2009 Bertot (Pdl) si era candidato al Parlamento europeo nella circoscrizione Italia nord-occidentale e aveva ottenuto circa 19mila voti. Intanto in quei mesi di campagna elettorale la Procura di Torino e i carabinieri stavano osservando i movimenti di alcuni sospetti ‘ndranghetisti della zona, arrestati nel giugno 2011 nell’ambito dell’operazione Minotauro.

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Onorevoli Pdl protestano al Tribunale. Nanni Moretti ci va vicino ancora

Alcuni parlamentari (ed ex parlamentari) del Pdl stanno protestando davanti al Tribunale di Milano contro i processi a Silvio Berlusconi. Se la situazione degenerasse potremmo dire che Nanni Moretti, nei suoi film, ha previsto la realtà: dopo le dimissioni del papa in “Habemus Papam”, sarebbe la volta de “Il Caimano”.

Alessandria, politici della vecchia maggioranza condannati a pagare

Da “La Repubblica”, edizione di Torino del 18 gennaio 2013.

Sono responsabili del danno alle casse del Comune di Alessandria e quindi devono pagare 7,6 milioni di euro allo Stato. La Corte dei conti ha depositato la sentenza con cui condanna a un ingente risarcimento l’ex sindaco Piercarlo Fabbio del Pdl, l’ex assessore al bilancio Luciano Vandone che faceva parte della giunta di centrodestra che ha governato il capoluogo del Sud Piemonte fino alla primavera scorsa, nonché il ragioniere del Comune Carlo Ravazzano, altri esponenti dell’ex giunta e ben ventitré consiglieri della maggioranza che governava Palazzo Rosso. Tutti sono stati condannati per aver deciso e approvato quel trucchetto finanziario che, nascondendo debiti e spese del Comune, ha permesso alla città di evitare per alcuni anni le sanzioni previste per chi non riesce a rispettare i termini del «patto di stabilità» che vincola le spese degli enti locali. (altro…)

Alessandria, ex sindaco a processo per il bilancio truccato

Piercarlo Fabbio (Pdl) a giudizio con l’ex assessore alle Finanze e un funzionario del Comune. Il pm: “Nel rendiconto entrate più alte di 6,5 milioni e spese più basse di 13,5”. L’amministrazione (ora guidata da una giunta di centrosinistra) si è costituita parte civile. Da ilfattoquotidiano.it del 22 novembre 2012.

Ha portato una città al dissesto finanziario. Ora è imputato per falso in atto pubblico, truffa allo Stato e abuso d’ufficio. Si tratta dell’ex sindaco di Alessandria Piercarlo Fabbio, politico del Pdl che ha guidato la città piemontese dal 2007 fino allo scorso maggio conducendola sull’orlo del crac. Insieme a lui sono accusati degli stessi reati anche l’ex assessore alle finanze della sua giunta, Luciano Vandone, e il direttore economico-finanziario del Comune, Carlo Alberto Ravazzano, che avrebbero preparato il bilancio truccato. Proprio i due autori materiali del rendiconto falsato non erano in aula, ieri, davanti alla corte presieduta dal giudice Aldo Tirone. C’era solo l’ex primo cittadino. Alla sua sinistra c’era il nuovo sindaco di Alessandria, Rita Rossa (Pd), a rappresentare il Comune come parte lesa: “Vogliamo rappresentare i diritti di un’intera comunità danneggiata dalla cattiva gestione – dichiara -. Oggi i cittadini vivono delle difficoltà, mi chiedono se i responsabili pagheranno. Noi speriamo che la giustizia accerti la verità dei fatti e sancisca un risarcimento”.

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