No Tav

Anarchici e Tav, non è terrorismo

Due miei articoli sulla sentenza della Corte d’assise di Torino del 17 dicembre 2014

Assolti dall’accusa di attentato con finalità di terrorismo, ma condannati per danneggiamento, dal trasporto di armi e dallaresistenza a pubblico ufficiale. Per questo motivo i quattro anarchici No Tav a Claudio Alberto, Niccolò Blasi, Mattia Zanotti e Chiara Zenobi sono stati inflitti tre anni e mezzo di carcere.

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«Forse queste saranno delle buone feste. Lo scorso anno non lo sono state». Non si sbilancia troppo, ma è contento Paolo Zanotti, padre di Mattia, l’anarchico No Tav che insieme a Claudio Alberto, Niccolò Blasi e Chiara Zenobi è stato condannato a tre anni e sei mesi di carcere per il blitz al cantiere della Torino-Lione del 13 maggio 2013, ma è stato assolto dall’accusa di averlo fatto per “finalità terroristiche”.

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L’agguato? “Una cazzata”

A futura memoria copio-incollo questa dichiarazione. L’attore Valerio Mastrandrea ha firmato l’appello di notav.info per i quattro anarchici arrestati. A La Repubblica del 26 aprile dichiara:

«Mi sembra pericoloso applicare leggi esagerate o che non tengono conto del momento che viviamo. Punendo persone di vent’anni, che possono aver fatto una cazzata. Non è concepibile l’idea che qualcuno, per evasione fiscale, si faccia sette giorni di giardinaggio e un altro perché spacca una vetrina si fa, o comunque gli vengono chiesti, quindici anni».

Per gli avvocati dei No Tav è leso il diritto alla difesa

Gli avvocati dei 54 No Tav imputati davanti al Tribunale di Torino per gli scontri dell’estate 2011 hanno diffuso oggi una lettera aperta per segnalare le lesioni al diritto alla difesa: due udienze monstre ogni settimana nell’aula bunker del carcere rendono difficile “un esercizio pieno e sereno del diritto di difesa”, scrivono. Ecco il testo del comunicato.

I sottoelencati difensori, parti processuali nel proc. pen. n. 18038/11 a 54 attivisti NO TAV per i fatti relativi alle manifestazioni del 27/6 e del 3/7/2011, attualmente in corso presso la IV Sezione del Tribunale di Torino, osservano quanto segue:

sin dall’inizio del suddetto processo, complesso per il numero degli imputati, delle persone offese e dei testimoni indicati dalle parti e per la rilevanza sociale della questione sottesa ai fatti per cui è processo, il Collegio difensivo aveva sottolineato la necessità di gestire il dibattimento in termini di normalità ed aveva rilevato, invece, come la scelta di tenere il processo presso l’Aula delle Vallette, con cadenza bisettimanale e con un orario dalle ore 9 alle 17, rendesse sostanzialmente impossibile ai sottoscritti difensori un esercizio pieno e sereno del diritto di difesa. Onde evitare inasprimenti della questione, si è cercata, allora, la via di una conciliazione tra gli interessi in discussione; il tentativo, lungo e faticoso, aveva finalmente prodotto un risultato positivo nell’incontro organizzato del Presidente del Tribunale, in data 3/12/2013 alla presenza del Collegio giudicante, delle parti processuali e del Presidente e della Consigliera Segretaria del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati.

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Erri De Luca: “Il Tav Torino-Lione va sabotato”. Ltf denuncerà lo scrittore

Pubblicato su ilfattoquotidiano.it il 5 settembre 2013

Dalle parole alle denunce. La Lyon-Turin ferroviaire (Ltf), la società che deve realizzare la tratta comune della linea ad alta velocità Torino-Lione, ha deciso di denunciare lo scrittore Erri De Luca . Per questo, nei prossimi giorni potrebbe presentare un esposto. “Questa denuncia non mi fa certo cambiare idea, sempre che arrivi, perché al momento io non ho ricevuto nulla”, ha risposto l’autore napoletano annunciando la sua presenza a una manifestazione in Val di Susa il prossimo 5 ottobre.

In un’intervista pubblicata domenica dall’Huffington Post De Luca, con un passato nel servizio d’ordine di Lotta Continua e convinto sostenitore del movimento No Tav, aveva dichiarato che “la Tav va sabotata” e che le cesoie (trovate insieme ad altro materiale nell’auto di due militanti arrestati lo scorso 30 agosto) “sono utili a tagliare le reti”: “Hanno fallito i tavoli del governo, hanno fallito le mediazioni: il sabotaggio è l’unica alternativa”. A lui si è aggiunto anche il sindacalista Giorgio Cremaschi: “In Val di Susa gli atti contro gli impianti della Tav fanno parte di una lotta civile e democratica profondamente giusta e come tali vanno compresi e giustificati”.

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Scontri No Tav, carabiniere indagato

Da “La Repubblica”, edizione di Torino dell’11 luglio 2013

Due militanti No Tav imputati al processo per gli scontri a Chiomonte del 3 luglio 2011 hanno subito ferite durante i loro arresti, ma la denuncia potrebbe essere archiviata. Soltanto un carabiniere è stato stralciato e iscritto nel registro degli indagati. Lo sostengono gli avvocati Claudio Novaro ed Ettore Grenci (questidel foro di Bologna) che assistono i due No Tav e che si sono opposti alla richiesta di archiviazione firmata dai pm Giuseppe Ferrando, Manuela Pedrotta e Nicoletta Quaglino. «Ci sono dei fatti pacifici e degli elementi di prova afferma Novaro -. Vorremmo che ci si confrontasse nel contraddittorio».

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Tav, i comuni: “Costi per forniture e acqua troppo alti”, ma Ltf: “Colpa delle violenze”

La società italo-francese fa sapere che analizzerà le osservazioni, ma invita a fare altrettanto sui sovraccosti dovuti alle azioni contro il cantiere. Per alcune forniture e servizi al cantiere di Chiomonte si paga un prezzo più alto rispetto al listino dei lavori pubblici della Regione Lombardia. I municipi pensano di rivolgersi alla magistratura. Pubblicato il 31 maggio 2013 su ilfattoquotidiano.it

Al cantiere del Tav in Val di Susa i costi aumentano troppo. Che siano quelli per i container o per la fornitura dell’acqua ai wc, i prezzi salgono e i militanti della causa No Tav vogliono che si indaghi. Per questo gli amministratori contrari alla linea Torino-Lione in undici comuni valsusini presenteranno presto un esposto alla Procura di Torino e alla procura regionale della Corte dei conti segnalando alcune anomalie. L’idea di denunciare tutto ai magistrati è nata dopo aver letto due contratti stipulati dalla Lyon-Turin ferroviaire (Ltf, società che sta gestendo i lavori) e diventati pubblici su ordine del Tar Lazio.

Questi documenti dimostrerebbero come i costi per alcune forniture e servizi al cantiere di Chiomonte, dove si sta scavando un tunnel esplorativo, siano più alti rispetto al prezziario dei lavori pubblici della Regione Lombardia, usato come riferimento. In alcuni Comuni è partito così un iter amministrativo per chiedere informazioni più chiare a Ltf e per segnalare alla giustizia le anomalie. “Abbiamo votato delle delibere in cui si evidenziava che qualora le spiegazioni fornite non fossero state esaustive ci saremmo rivolti alla procura della Repubblica e alla procura della Corte dei conti”, spiega Alberto Veggio, consigliere comunale di minoranza a Condove.

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Il sindacato di polizia contro il Movimento 5 Stelle

Negli scorsi giorni scambiando due chiacchiere con appartenenti alle forze dell’ordine in vista delle elezioni ho notato che molti sono tentanti dal voto per il Movimento 5 Stelle. Ieri invece ho notato questo messaggio su Facebook della segreteria provinciale di Torino del Siap, Sindacato italiano appartenenti alla polizia, rivolta proprio a quegli agenti tentati dal voto al movimento di Beppe Grillo.

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Ecco come vengono utilizzati i soldi sottratti alla casta dal M5S.
Per chi non lo ricorda il 3 luglio 2011 per tutto il giorno fu dato l’assalto al costituendo cantiere tav a Chiomonte. Il risultato è stato di oltre 200 feriti tra le forze di Polizia.
Con chi stava e sta il M5S? ovviamente con i no tav…..
AVANTI COLLEGHI VOTATE PURE IL NUOVO CHE AVANZA…sarà un piacere!

La segreteria del sindacato fa notare l’acquisto di maschere antigas alla fine del giugno 2011, ovvero tra lo sgombero della “Libera repubblica della Maddalena” a Chiomonte, il “campeggio” No Tav, e gli scontri del 3 luglio. Settecento euro di spesa, soldi che arrivano dagli stipendi dei consiglieri regionali del Movimento Davide Bono e Fabrizio Biolé (espulso dal M5S nei mesi scorsi). I due eletti si sono ridotti lo stipendio, ma siccome non possono restituire alla collettività le quote in eccesso, le mettono in un fondo per dei progetti partecipati. Di recente l’ex Biolé ha pubblicato gli estratti conto di quel conto da cui sono stati presi i soldi per le maschere antigas.
Dopo la diffusione delle notizie Bono ha replicato così su Facebook:

Sì, ho comprato dei caschetti bianchi e della maschere anti-gas per difendere il popolo No TAV dai lacrimogeni al CS lanciati dalle FF.OO. armate dall’antistato che siedeva a Roma. E NE VADO FIERO!