Ministero dell’Interno

Per 17mila euro Fiat perde l’appalto delle volanti

Dal Fatto quotidiano del 4 ottobre 2014

Per 17mila euro la Fiat ha perso l’appalto del Viminale. Sarà la Volkswagen a fornire 206 automobili al ministero dell’Interno per il dipartimento di pubblica sicurezza. La Fiat ha perso la selezione della scorsa primavera e poi ha provato a ribaltare l’esito della procedura con un ricorso al Tar del Lazio, ma il 26 settembre i giudici hanno dato ragione ai “tedeschi”.

Pochi giorni dopo l’asta delle 70 auto blu su eBay, il dipartimento di pubblica sicurezza del Viminale ha indetto una procedura “ristretta e accelerata” per l’acquisto di 206 veicoli destinati a polizia e carabinieri per il servizio di controllo del territorio. I tecnici del dipartimento hanno posto un limite massimo alla spesa, circa di 9,7 milioni di euro, e le concorrenti avrebbero dovuto presentare delle offerte più basse, così da far risparmiare denaro allo Stato. Nel bando si specificavano anche alcune caratteristiche tecniche: i mezzi avrebbero dovuto avere un’alimentazione a gasolio, una cilindrata di circa duemila centimetri cubici, potenza non inferiore a 110 kW e “colore d’istituto”. Inoltre il vincitore avrebbe dovuto garantire l’assistenza gratuita per sei anni o per 150mila chilometri. Non è tutto, ma c’è anche una possibilità molto ricca: entro tre anni dall’esecuzione del contratto il Viminale e l’Arma dei carabinieri potrebbero esercitare un diritto d’opzione per acquistare moltissime altre vetture alle stesse condizioni, 1.800 veicoli per quasi 85 milioni di euro il primo, 2.100 auto per 99 milioni il secondo. Una commessa da non perdere.

(altro…)

Annunci

Comune sciolto per ’ndrangheta, i Coral incandidabili (ma Bertot?)

Una prima volta per il Piemonte e forse per tutto il Nord Italia: due politici dichiarati incandidabili per lo scioglimento del loro Comune per via delle infiltrazioni della ‘ndrangheta. Ne ho scritto su “La Repubblica”, edizione di Torino del 24 aprile 2013.

Incandidabili. Nevio e Ivano Coral, padre e figlio ex sindaci di Leinì, sono stati privati del diritto a farsi eleggere perché ritenuti responsabili dello scioglimento del Comune infiltrato dalla criminalità. Lo ha stabilito nei mesi scorsi il collegio presieduto dal giudice Giovanni Liberati, della prima sezione civile del tribunale di Torino, al termine di un contraddittorio tra il Ministero dell’ Interno (che ha avviato la causa), gli avvocati dei Coral Roberto Macchia e Roberto Cavallo Perin e il procuratore aggiunto della Direzione distrettuale antimafia Sandro Ausiello.

(altro…)

Il ministro dell’Interno chiamato a testimoniare al processo Minotauro

Uno degli imputati, l’ex assessore Trunfio della giunta Fluttero, chiede la testimonianza della Cancellieri: “Ci spieghi perchè non ha commissariato il Comune di Chivasso”. La presidente: “E’ davvero necessario chiamarla in una situazione come questa?”. Da “La Repubblica”, edizione di Torino del 9 aprile 2013. 

Il ministro dell’Interno potrebbe testimoniare al processo Minotauro. L’avvocato Cosimo Palumbo, difensore dell’ex assessore di Chivasso Bruno Trunfio (accusato di essere un affiliato alla ‘ndrangheta), ha inviato la convocazione e una lettera ad Annamaria Cancellieri. Vuole che il ministro, o un delegato, spieghi ai giudici le ragioni del mancato scioglimento del Comune di Chivasso dopo l’indagine della commissione prefettizia, che non avrebbe rilevato infiltrazioni mafiose nell’amministrazione.
(altro…)