Marianna Valenti

Il sindacato di polizia contro il Movimento 5 Stelle

Negli scorsi giorni scambiando due chiacchiere con appartenenti alle forze dell’ordine in vista delle elezioni ho notato che molti sono tentanti dal voto per il Movimento 5 Stelle. Ieri invece ho notato questo messaggio su Facebook della segreteria provinciale di Torino del Siap, Sindacato italiano appartenenti alla polizia, rivolta proprio a quegli agenti tentati dal voto al movimento di Beppe Grillo.

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Ecco come vengono utilizzati i soldi sottratti alla casta dal M5S.
Per chi non lo ricorda il 3 luglio 2011 per tutto il giorno fu dato l’assalto al costituendo cantiere tav a Chiomonte. Il risultato è stato di oltre 200 feriti tra le forze di Polizia.
Con chi stava e sta il M5S? ovviamente con i no tav…..
AVANTI COLLEGHI VOTATE PURE IL NUOVO CHE AVANZA…sarà un piacere!

La segreteria del sindacato fa notare l’acquisto di maschere antigas alla fine del giugno 2011, ovvero tra lo sgombero della “Libera repubblica della Maddalena” a Chiomonte, il “campeggio” No Tav, e gli scontri del 3 luglio. Settecento euro di spesa, soldi che arrivano dagli stipendi dei consiglieri regionali del Movimento Davide Bono e Fabrizio Biolé (espulso dal M5S nei mesi scorsi). I due eletti si sono ridotti lo stipendio, ma siccome non possono restituire alla collettività le quote in eccesso, le mettono in un fondo per dei progetti partecipati. Di recente l’ex Biolé ha pubblicato gli estratti conto di quel conto da cui sono stati presi i soldi per le maschere antigas.
Dopo la diffusione delle notizie Bono ha replicato così su Facebook:

Sì, ho comprato dei caschetti bianchi e della maschere anti-gas per difendere il popolo No TAV dai lacrimogeni al CS lanciati dalle FF.OO. armate dall’antistato che siedeva a Roma. E NE VADO FIERO!

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Non è reato partecipare a un corteo che degenera

Le motivazioni della sentenza sul processo contro due militanti No Tav. Da “La Repubblica”, edizione di Torino del 18 settembre 2012.

Partecipare a una manifestazione che degenera e diventa violenta non può portare alla condanna per «concorso morale». Per questo la manifestante No Tav Elena Garberi è stata assolta dall’ accusa di lesioni e resistenza aggravata l’ 11 luglio scorso. Lo afferma il giudice Paola Trovati, presidente della V sezione penale, nelle motivazioni della sentenza per i fatti avvenuti al termine del corteo No Tav del 9 settembre 2011.

In quel processo, invece, è stata condannata a otto mesi di reclusione l’ altra imputata, Marianna Valenti, per resistenza a pubblico ufficiale. Contro di lei c’è la testimonianza chiave di un carabiniere di Susa che ha affermato di averla vista tirare oggetti e di averla seguita, ma ci sono anche le discordanze tra le dichiarazioni rese dall’ imputata dopo l’ arrestoe quelle spontanee fornite alla fine del procedimento. I tre magistrati (oltre Trovati c’ erano anche Diamante Minucci e Alessandra Salvadori) hanno sempre precisato che il processo non ha riguardato «le ragioni o i torti del movimento No Tav o di quello che invece si schiera a favore dell’ alta velocità»: «Garberi Elena e Valenti Marianna non vengono processate perché attiviste No Tav, ma esclusivamente perché accusate di aver partecipato a una legittima manifestazione di dissenso con modalità illegittime». E analizzando i fatti non emergono responsabilità della prima imputata.

Per essere condannata per «concorso morale», come aveva richiesto il pm Nicoletta Quaglino, Garberi, 40 anni, operaia e volontaria nella Croce Rossa difesa dall’ avvocato Gianluca Vitale, avrebbe dovuto istigare, agevolare le violenze o rafforzare il «proposito criminoso» dei partecipanti, ma non ha fatto nulla di tutto ciò, nessuno l’ ha vista comportarsi così, né ci sono prove. Inoltre la resistenza alle forze dell’ ordine e i lanci di oggetti non erano «un’ azione comune coralmente preordinata e condivisa» in cui i tutti i presenti cooperavano «quanto meno con incitamenti e slogan a sostegno e rafforzamento dell’ azione violenta altrui». La manifestazione «coinvolse persone aventi diverse matrici ideologiche, unite da un medesimo scopo, ma prive di unitaria sintonia di pensiero e di azione», motivo per cui bisogna «operare distinzioni tra coloro che intendevano dar legittimamente corpo, voce e visibilità a un movimento, e coloro che intendevano manifestare il loro dissenso in modo illegittimo».

 

No Tav, arriva la prima sentenza Solo una donna condannata

Una delle prime sentenze per le manifestazioni No Tav del 2011. Da “La Repubblica”, edizione di Torino del 12 luglio 2012.

È una prima sentenza importante per il nuovo ciclo delle proteste No Tav cominciate lo scorso anno. Una sentenza a metà, che condanna per un episodio, ma assolve per molti altri. Ieri mattina il Tribunale ha inflitto una pena a otto mesi di reclusione a Marianna Valenti, 21 anni, militante No Tav, per l’accusa di resistenza a pubblico ufficiale. La giovane è stata assolta dall’accusa di lesioni, mentre è stata assolta su tutta la linea Elena “Nina” Garberi, di 40 anni. Le due erano state arrestate il 9 settembre 2011 dopo una manifestazione davanti al cantiere del tunnel geognostico della Maddalena per la linea Torino-Lione.

La protesta era sfociata in alcuni scontri e le due donne erano state prese e tenute in carcere per tredici giorni. Poi Garberi e Valenti avevano avuto i domiciliari la prima e l’obbligo di dimora la seconda, misure attenuate all’inizio del processo con il divieto di dimora a Chiomonte e Giaglione, annullato solo il 7 giugno. Il processo contro di loro è cominciato il 4 aprile scorso e è terminato nel giro di tre mesi. La corte tutta al femminile, presieduta dal giudice Paola Trovati, affiancata da Alessandra Salvadori e Diamante Minucci, ha avuto un’attenzione costante ai fatti.

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