Gianluca Vitale

Stasera a Torino diritti, polizia e ‘ndrangheta

SdP

Due appuntamenti stasera:

– All’Hiroshima Mon Amour Amnesty international organizza un incontro su “Diritti umani e polizia in Italia”, insieme a Lorenzo Guadagnucci, giornalista italiano che durante il G8 di Genova del 2001 si trovò all’interno della scuola Diaz al momento dell’irruzione della polizia, e gli avvocati Gianluca Vitale e Massimo Pastore (vai alla pagina Facebook dell’evento).

– Alla Fabbrica delle E in corso Trapani “Benvenuti in Italia” organizza la presentazione del libro di Rocco Varacalli, “Sono un uomo morto” (Chiarelettere 2013). Partecipano il co-autore Federico Monga. Tra gli ospiti Roberto Tricarico, consigliere comunale membro della Commissione antimafia (vai alla pagine Facebook dell’evento).

Annunci

Non è reato partecipare a un corteo che degenera

Le motivazioni della sentenza sul processo contro due militanti No Tav. Da “La Repubblica”, edizione di Torino del 18 settembre 2012.

Partecipare a una manifestazione che degenera e diventa violenta non può portare alla condanna per «concorso morale». Per questo la manifestante No Tav Elena Garberi è stata assolta dall’ accusa di lesioni e resistenza aggravata l’ 11 luglio scorso. Lo afferma il giudice Paola Trovati, presidente della V sezione penale, nelle motivazioni della sentenza per i fatti avvenuti al termine del corteo No Tav del 9 settembre 2011.

In quel processo, invece, è stata condannata a otto mesi di reclusione l’ altra imputata, Marianna Valenti, per resistenza a pubblico ufficiale. Contro di lei c’è la testimonianza chiave di un carabiniere di Susa che ha affermato di averla vista tirare oggetti e di averla seguita, ma ci sono anche le discordanze tra le dichiarazioni rese dall’ imputata dopo l’ arrestoe quelle spontanee fornite alla fine del procedimento. I tre magistrati (oltre Trovati c’ erano anche Diamante Minucci e Alessandra Salvadori) hanno sempre precisato che il processo non ha riguardato «le ragioni o i torti del movimento No Tav o di quello che invece si schiera a favore dell’ alta velocità»: «Garberi Elena e Valenti Marianna non vengono processate perché attiviste No Tav, ma esclusivamente perché accusate di aver partecipato a una legittima manifestazione di dissenso con modalità illegittime». E analizzando i fatti non emergono responsabilità della prima imputata.

Per essere condannata per «concorso morale», come aveva richiesto il pm Nicoletta Quaglino, Garberi, 40 anni, operaia e volontaria nella Croce Rossa difesa dall’ avvocato Gianluca Vitale, avrebbe dovuto istigare, agevolare le violenze o rafforzare il «proposito criminoso» dei partecipanti, ma non ha fatto nulla di tutto ciò, nessuno l’ ha vista comportarsi così, né ci sono prove. Inoltre la resistenza alle forze dell’ ordine e i lanci di oggetti non erano «un’ azione comune coralmente preordinata e condivisa» in cui i tutti i presenti cooperavano «quanto meno con incitamenti e slogan a sostegno e rafforzamento dell’ azione violenta altrui». La manifestazione «coinvolse persone aventi diverse matrici ideologiche, unite da un medesimo scopo, ma prive di unitaria sintonia di pensiero e di azione», motivo per cui bisogna «operare distinzioni tra coloro che intendevano dar legittimamente corpo, voce e visibilità a un movimento, e coloro che intendevano manifestare il loro dissenso in modo illegittimo».

 

No Tav, arriva la prima sentenza Solo una donna condannata

Una delle prime sentenze per le manifestazioni No Tav del 2011. Da “La Repubblica”, edizione di Torino del 12 luglio 2012.

È una prima sentenza importante per il nuovo ciclo delle proteste No Tav cominciate lo scorso anno. Una sentenza a metà, che condanna per un episodio, ma assolve per molti altri. Ieri mattina il Tribunale ha inflitto una pena a otto mesi di reclusione a Marianna Valenti, 21 anni, militante No Tav, per l’accusa di resistenza a pubblico ufficiale. La giovane è stata assolta dall’accusa di lesioni, mentre è stata assolta su tutta la linea Elena “Nina” Garberi, di 40 anni. Le due erano state arrestate il 9 settembre 2011 dopo una manifestazione davanti al cantiere del tunnel geognostico della Maddalena per la linea Torino-Lione.

La protesta era sfociata in alcuni scontri e le due donne erano state prese e tenute in carcere per tredici giorni. Poi Garberi e Valenti avevano avuto i domiciliari la prima e l’obbligo di dimora la seconda, misure attenuate all’inizio del processo con il divieto di dimora a Chiomonte e Giaglione, annullato solo il 7 giugno. Il processo contro di loro è cominciato il 4 aprile scorso e è terminato nel giro di tre mesi. La corte tutta al femminile, presieduta dal giudice Paola Trovati, affiancata da Alessandra Salvadori e Diamante Minucci, ha avuto un’attenzione costante ai fatti.

(altro…)