Giancarlo Caselli

Rimborsopoli, Cota sull’orlo del crac

Pubblicato il 28 novembre 2013 sul Fatto quotidiano

Non posso permanere in questa carica anche solo con l’ombra di un avviso di garanzia”. Il presidente della Regione Piemonte Roberto Cota l’avviso di garanzia l’ha ricevuto, e ha ricevuto pure quello della conclusione delle indagini, ma lui resta al suo posto. Quella frase l’aveva detta l’11 gennaio scorso nell’ufficio del procuratore capo di Torino Gian Carlo Caselli. Si era presentato spontaneamente insieme all’avvocato Domenico Aiello. Il motivo? “Si sta scatenando sui mezzi di informazione una specie di tritacarne in cui si rischia di finire tutti e di essere indistintamente fatti a pezzi”. Ora il “tritacarne” è tornato in funzione e lui, in Giappone per impegni istituzionali, spera di sopravvivere allo tsunami che si sta abbattendo su Torino.

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Minotauro decapitato. 36 condanne, due i politici

Pubblicato il 23 novembre 2013 su “Il Fatto quotidiano”.

A Torino e nella provincia la ’ndrangheta c’è. Esiste e ha rapporti con alcuni politici e amministratori. Lo dimostra la sentenza del processo “Minotauro” di ieri. La sentenza è stata letta ieri, in mezz’ora, dalla presidente della V sezione penale Paola Trovati: sono 36 le condanne su 74 imputati, per un totale di 266 anni di carcere. Tra i condannati ci sono anche personaggi di rilievo. C’è Nevio Coral, ex sindaco di centro-destra a Leinì, comune sciolto per infiltrazioni mafiose: è stato condannato a dieci anni per concorso esterno in associazione mafiosa e dovrà risarcire le amministrazioni di Leinì e di Volpiano, dove era consigliere comunale. Una condanna a sette anni per associazione mafiosa è quella data a Bruno Trunfio, esponente della ’ndrina di Chivasso, dove è stato ex assessore ai lavori pubblici ed ex segretario cittadino dell’Udc. Condannato a 14 anni Salvatore “Giorgio” De Masi, ritenuto capo della cosca di Rivoli. Come ha ricordato il procuratore capo di Torino Gian Carlo Caselli all’inizio della requisitoria di giugno, al boss si sono rivolti sei politici in cerca di un sostegno elettorale: l’ex parlamentare dell’Idv Gaetano Porcino, il consigliere regionale Pd Nino Boeti, l’ex assessore Idv ad Alpignano Carmelo Tromby, l’ex parlamentare Pd Mimmo Lucà, il sindaco di Cirié Francesco Brizio Falletti e il figlio di Porcino, Giovanni, ex consigliere comunale a Torino. I tre imputati sono stati interdetti in perpetuo dai pubblici uffici.
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Spese pazze in Regione Piemonte. Indagati Cota e i “grillini”

Da “Il Fatto quotidiano” di sabato 20 aprile 2013.

Rimborsi per quasi 1,4 milioni di euro in due anni, di cui 100mila a un solo eletto. C’è di tutto tra gli scontrini dei consiglieri regionali del Piemonte: borse di lusso, il catering di un battesimo, massaggi da tremila euro, qualche elettrodomestico, un giogo da bue e molto ancora. Non si salvano nemmeno i “grillini”, sebbene le loro spese siano molto inferiori e semplici. Tutto il consiglio regionale, incluso il presidente Roberto Cota (ma esclusi cinque consiglieri e i nuovi entrati), è indagato dalla Procura di Torino per i rimborsi illeciti ai gruppi politici ricevuti dal maggio 2010 al settembre 2012. Ieri mattina 52 eletti hanno ricevuto dalla Guardia di finanza gli avvisi di garanzia e gli inviti a comparire davanti ai pm per gli interrogatori che cominceranno il 6 maggio. Con i quattro finiti nell’inchiesta a dicembre in totale sono 56 gli indagati di peculato, finanziamento illecito ai partiti e truffa. L’inchiesta dei sostituti procuratori Giancarlo Avenati Bassi ed Enrica Gabetta, coordinati dall’aggiunto Andrea Beconi, era partita contestualmente alle rivelazioni dell’ex vicepresidente regionale Roberto Rosso sui rimborsi di una vacanza al Sestrière.
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