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La Tangente #2 (Di polizze, impieghi fittizi, festival e proteste)

Se la scorsa settimana su La Tangente hanno tenuto banco la generosità e le amicizie dei politici, questa settimana al centro dell’attenzione ci sono stati i rapporti di coppia: il legame di stima tra Virginia Raggi e Salvatore Romeo a Roma e in Francia Penelope Fillon assunta da suo marito François Fillon, candidato del centro-destra alle presidenziali. Un altro insegnamento, allora: attenzione ai doni, ma anche ai favori delle persone fidate o dei familiari. Non dimentichiamo poi l’attualità di questi giorni: sì, ci sono le proteste in Romania, ma anche il Festival di Sanremo e pure lì…

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In ricordo di Clément: Antifa, cacciatori di skin

L’aggressione e la morte di un 18enne francese, Clément Meric, studente di Science Po e militante della formazione di sinistra Action antifasciste Paris-banlieue, ad opera di un gruppo di skinhead, mi ha riportato alla memoria questo documentario sui gruppi antifascisti francese attivi tra anni Ottanta e Novanta.

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http://vimeo.com/49117152

Offshoreleaks, Le Monde e Le Soir non danno i dati alla giustizia

Il ministro del budget in Francia Bernard Cazeneuve ha chiesto a Le Monde di consegnare alla giustizia i dati sugli evasori fiscali dell’indagine giornalistica Offshoreleaks. Lo stesso è accaduto in Belgio nei confronti del quotidiano Le Soir. Entrambi i giornali si sono rifiutati di “collaborare”. Da una parte Le Monde oppone la tutela delle fonti e la distinzione tra i ruoli:

le journaliste ne doit en aucun cas confondre son rôle avec celui du policier ou du justicier. Le Monde, en enquêtant, n’est engagé ni dans une entreprise de délation ni dans un travail d’auxiliaire de l’inspection fiscale ou d’autres autorités, judiciaires ou policières, recherchant la trace d’acrobatiques placements d’argent à l’étranger.

In Belgio è la procura di Bruxelles a chiedere una copia dei dati al quotidiano, che risponde con gli stessi argomenti:

Le journaliste et son organe de presse assument leur rôle, celui d’un quatrième pouvoir : si un de nos contacts devait suspecter que nous pourrions nous comporter en antichambre du pouvoir judiciaire, que les informations qu’on nous livre aboutissent parfois sur la table d’un procureur, le pacte de confiance scellé entre le journaliste et sa source serait rompu. Par ailleurs, le journaliste a l’obligation de protéger ses sources. Livrer un fichier comporte le risque de permettre l’identification de la personne qui est à la source de la fuite originelle.

 

Morto Hessel, il nonno degli indignati

Nella notte è morto Stéphane Hessel, partigiano francese, sopravvissuto ai campi di concentramento, poi diplomatico. Nel 2010 pubblico un pamphlet di grande successo e importanza per quest’epoca, “Indignez-vous” (in Italia pubblicato dalla Add Editore). Un invito ai giovani a indignarsi, a non sottostare ai sopprusi, e ad agire. Per molti movimenti, come quello di Occupy o per gli Indignados, è stato un punto di riferimento.

Hessel è morto due giorni dopo l’ingresso dell’indignazione nel Parlamento italiano grazie al boom elettorale del MoVimento 5 Stelle. Sabato 16 aprile 2011 lo incontrai a Torino e lo intervistai per ilfattoquotidiano.it. A 93 anni era ancora sveglissimo, colto e soprattutto molto ironico.

Stéphane Hessel a Torino il 16 aprile 2011

Stéphane Hessel a Torino il 16 aprile 2011

“L’educazione non deve essere solo trasmissione di sapere, ma anche di valori, deve stimolare lo spirito critico. E non solo: deve far sviluppare il senso di responsabilità per le azioni concrete”. Sembra una risposta a quanto detto sabato da Silvio Berlusconi sulla scuola pubblica quella data ai giovani della Biennale della Democrazia da Stéphane Hessel, l’autore di Indignatevi (Add editore, 2011), un “libricino” che in Francia ha venduto 1.900.000 copie (“Ah, non ancora due milioni, c’est malheureux”, dice con ironia). Tedesco naturalizzato francese, ex partigiano, membro della commissione che creò la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo ed ex diplomatico, Hessel ha 93 anni e una grande vivacità mentale. Domenica mattina in tanti sono accorsi per assistere al dibattito sull’obbedienza e le disobbedienza dei cittadini con il magistrato milanese Armando Spataro. Alle ragazze e ai ragazzi, a cui si rivolge il suo messaggio di indignazione e attivismo sociale, consiglia di “entrare a far parte di gruppi che si impegnano su una questione concreta, su un problema specifico da sbloccare”. Insomma, “engagez-vous”, come il nuovo libro uscito da poco in Francia. Ilfattoquotidiano.it ha incontrato Hessel prima del suo intervento.

In Italia motivi per indignarsi ce ne sono ma solo una parte minoritaria della società lo fa

Le resistenze sono sempre minoritarie quando sono all’inizio. In Francia, la Resistenza ha dovuto aspettare il 1942 per diventare più importante, ma alla fine è diventata una forza. Nei regimi democratici bisogna provare a migliorare il sistema sbarazzandosi delle lobby, che secondo me sono il vero problema. Bisogna obbligarli a condividere i loro benefici col popolo.

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