Davide Bono

Grillo marcia su Torino: “Sono oltre Hitler”

Pubblicato su Il Fatto quotidiano del 18 maggio 2014

Allo scocco della campana il silenzio per la scomparsa dei partiti non dura neanche un minuto. Piazza Castello a Torino è piena per lo sprint finale prima del voto. Qui, di fronte a quasi ventimila persone e davanti al Palazzo della Regione dove il presidente dimezzato Roberto Cota si è seduto per quattro anni, va in scena lo show di Beppe Grillo, arrivato a sostenere la candidatura di Davide Bono alla presidenza del Piemonte. È il solito Grillo scatenato, che ha un commento per tutti, perfino per Angela Merkel e Martin Schulz: “La prima cosa che ha detto di me Schulz quando è venuto in Italia è che io sono come Stalin. Lui che è tedesco dovrebbe ringraziare Stalin perché se non fosse stato per lui che ha sconfitto i nazisti sarebbe in parlamento europeo con una svastica disegnata in fronte”. Risponde pure a Silvio Berlusconi che ha paragonato lui e Gianroberto Casaleggio al Fuhrer: “Dicono che sono Hitler ma io sono oltre Hitler”. Si arrabbia se qualcuno osa paragonare il M 5 S ai partiti di estrema destra europea: “Ci dicono che siamo fascisti, nazisti, i cattivi che faranno del male fisico alla gente. In Italia non c’è stata violenza perché c’è il movimento”. Tuona, ancora: “La Digos è tutta con noi, la Dia è tutta con noi, i carabinieri sono con noi. Facciamo un appello: non date più la scorta a questa gente”. Grillo punta soprattutto sulle europee. Pensa in grande e annuncia: “Vinceremo con il 100 per cento”. Dopo il Parlamento italiano mirano a Bruxelles: “Non faremo come l’ebetino di Firenze e chi come lui ha leccato il posteriore alla Merkel – afferma -. Non andremo a trattare il fiscal compact, lo impacchetteremo e lo restituiremo alla Merkel in busta chiusa”. Sul Piemonte dice poco, ma ci pensano i suoi eletti e i suoi candidati ignoti ai più: “Sono orgogliosi di essere sconosciuti, sì, sono sconosciuti alle procure di tutta Italia”, dice il comico. Lui, che dice di riconoscere i pregiudicati perché è uno di loro, propone alla folla un nuovo processo: “Quando saremo al governo faremo su questa gente, prima che se ne vada, un processo fiscale: abbiamo il diritto di sapere come hanno speso i nostri soldi”. Un altro processo sarà verso politici, imprenditori e giornalisti che rovinano le categorie: la sentenza è virtuale, uno sputo sullo schermo. Quando sul palco sale il candidato presidente scatta un piccolo coro: “Bono! Bono! Bono!”. Lui interrompe e dà spazio ai ventuno candidati consiglieri usciti dalle primarie on-line: “Siamo gli unici ad averle fatte”, ricorda accennando al Pd. “Questa settimana recuperiamo gli ultimi punti che ci separano da Chiamparino per dargli una spallata”. È il candidato del centrosinistra il principale avversario in un territorio in cui la destra, dopo tanti scandali, ha poco da dire. Chiamparino, l’uomo delle banche, l’uomo del debito di Torino (“indebitator”, si legge su alcuni manifesti del M 5 S), l’uomo del sistema Torino tanto criticato dai consiglieri comunali Chiara Appendino e Vittorio Bertola, tornati alla carica soprattutto dopo l’arresto di Primo Greganti e i dubbi sul Pd torinese. “Noi ci crediamo – afferma Bono -, vincere non è un’impresa impossibile e quelli del Pd hanno paura”. I sondaggi davano la coalizione del centrosinistra in netto vantaggio, anche se i grillini potrebbero diventare il partito più numeroso inl consiglio: “Vogliamo essere la prima regione a 5 Stelle”, dice Bono dal palco.

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Rimborsi, Bono (M5S) dai pm spiega e ripaga

Magari può interessare a molti utenti. Questa mattina il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Davide Bono ha pubblicato sul suo profilo Facebook questa breve nota in vista del suo interrogatorio in procura a Torino, dove è indagato nello scandalo dei rimborsi ai gruppi del Consiglio regionale del Piemonte.
La lunga notte prima degli esami…mi sento come ad un’esame universitario oggi. Forse anche qualcosa di più. Ho guardato e riguardato tutti gli scontrini e le fatture per ore, giorni, settimane, e a parte uno scontrino del 2010 dovuto ad un errore materiale di un mio collaboratore che ha già rifuso la somma erronea (23,90 €), non vedo altre possibili fonti di contestazione. Comunque la linea sarà di spiegare per filo e per segno ogni singola spesa con tanto di memoria ed allegati sintetici esplicativi. Ho rinunciato ogni mese a circa 6000 €, il che ad oggi fa 216.000 €: difficile ritenere che abbia cercato di appropriarmi scientemente di 619 € .
Al termine dell’interrogatorio ha inviato questo comunicato stampa dettagliato su quanto è avvenuto:
Il PM Avenati Bassi mi ha tenuto solo 1 h e 15′ rispetto alle tre-quattro ore degli altri consiglieri.
La mia relazione di 6 pagine e l’analisi minuziosa di ogni singola spesa sono state ben accolte.
Nel merito mi è stato detto che la mia posizione sarebbe stata archiviata se non fosse che, essendo capogruppo, devo rispondere anche delle spese per il Gruppo consiliare (circa 4000 €) e per l’altro consigliere (circa 7000 €).
Insomma i 619 € a me contestati in due anni e mezzo (tutti per trasferte regolarmente rendicontate e giustificabili dall’attività istituzionale) sarebbero al di sotto della soglia di procedibilità stabilita dai magistrati.
Ho sottolineato come molte delle spese di cui i consiglieri hanno richiesto rimborso siano state coperte dal Fondo Progetti, senza andare ad intaccare il Fondo di Funzionamento e comunque ho ribadito la mia piena disponibilità a ripianare le somme contestate in caso venisse chiarito che non erano rimborsabili.
Ho comunque deciso di rifondere immediatamente tutte le spese a me rimborsate, anche quelle non contestatecome segnale politico, sperando che facciano lo stesso gli altri consiglieri, sia quelli morigerati che quelli che, pur a fronte di stipendi effettivi 4-10 volte il nostro di 2500 € al mese, usavano spesso il Fondo di Funzionamento come un bancomat personale per decine e decine di migliaia di euro.
Ora non resta che sperare da un lato in un’archiviazione dei casi più modesti e chiari, dall’altro in una rigida persecuzione di chi ha usato i soldi pubblici per il proprio arricchimento, compreso chi usava residenze fittizie fuori città o chi faceva il turismo delle sagre per incrementare i propri rimborsi (si chiama campagna elettorale se non sei mandato dall’Ufficio di Presidenza).
Dunque, riassumendo: la posizione di Bono poteva essere archiviata, ma è capogruppo del M5S, che prima aveva un altro consigliere oltre a lui, Fabrizio Biolé, che è indagato per rimborsi sospetti da settemila euro e ciò impedisce alla procura di archiviare.

Piemonte, minacce ai consiglieri indagati per rimborsi: “E’ colpa dei giornalisti”

Il presidente del Consiglio regionale spiega che le lettere di insulti sono state consegnate alla Digos. E, così come il presidente del gruppo consiliare del Pdl, attacca la stampa, che provoca “il clima di opinione ostile alle istituzioni e a chi le rappresenta”. Da ilfattoquotidiano.it del 13 maggio 2013.

Insulti e minacce ai consiglieri regionali del Piemonte indagati per i rimborsi. Lo ha reso noto venerdì, dopo la prima settimana di interrogatori, il presidente del gruppo consiliare del Pdl, Luca Pedrale. Secondo lui i responsabili di questo clima sono i giornalisti: “Questi fatti sono il risultato della campagna di denigrazione e di odio che alcuni giornali hanno lanciato da diverse settimane contro tutti i consiglieri”, ha affermato il politico, tra i primi sospettati.

I messaggi, inviati martedì, sono stati recapitati tra giovedì e venerdì. Prima è arrivata una lettera all’ufficio di presidenza del Consiglio regionale, poi alcune cartoline scritte a macchina con messaggi identici destinate al capogruppo Pdl Pedrale, al capogruppo della Lega Nord Mario Carossa, a quello di Fratelli d’Italia Franco Maria Botta e infine ai consiglieri del centro-destra: Carla Spagnuolo, Roberto Tentoni, Gian Luca Vignale, Gianfranco Novero e Roberto Boniperti. Il presidente del Consiglio regionale Valerio Cattaneo sa che “una lettera è arrivata pure al capogruppo del Pd Aldo Reschigna”. “Le abbiamo ricevute tutti”, informa Davide Bono del Movimento 5 Stelle.

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Spese pazze in Regione Piemonte. Indagati Cota e i “grillini”

Da “Il Fatto quotidiano” di sabato 20 aprile 2013.

Rimborsi per quasi 1,4 milioni di euro in due anni, di cui 100mila a un solo eletto. C’è di tutto tra gli scontrini dei consiglieri regionali del Piemonte: borse di lusso, il catering di un battesimo, massaggi da tremila euro, qualche elettrodomestico, un giogo da bue e molto ancora. Non si salvano nemmeno i “grillini”, sebbene le loro spese siano molto inferiori e semplici. Tutto il consiglio regionale, incluso il presidente Roberto Cota (ma esclusi cinque consiglieri e i nuovi entrati), è indagato dalla Procura di Torino per i rimborsi illeciti ai gruppi politici ricevuti dal maggio 2010 al settembre 2012. Ieri mattina 52 eletti hanno ricevuto dalla Guardia di finanza gli avvisi di garanzia e gli inviti a comparire davanti ai pm per gli interrogatori che cominceranno il 6 maggio. Con i quattro finiti nell’inchiesta a dicembre in totale sono 56 gli indagati di peculato, finanziamento illecito ai partiti e truffa. L’inchiesta dei sostituti procuratori Giancarlo Avenati Bassi ed Enrica Gabetta, coordinati dall’aggiunto Andrea Beconi, era partita contestualmente alle rivelazioni dell’ex vicepresidente regionale Roberto Rosso sui rimborsi di una vacanza al Sestrière.
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Il sindacato di polizia contro il Movimento 5 Stelle

Negli scorsi giorni scambiando due chiacchiere con appartenenti alle forze dell’ordine in vista delle elezioni ho notato che molti sono tentanti dal voto per il Movimento 5 Stelle. Ieri invece ho notato questo messaggio su Facebook della segreteria provinciale di Torino del Siap, Sindacato italiano appartenenti alla polizia, rivolta proprio a quegli agenti tentati dal voto al movimento di Beppe Grillo.

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Ecco come vengono utilizzati i soldi sottratti alla casta dal M5S.
Per chi non lo ricorda il 3 luglio 2011 per tutto il giorno fu dato l’assalto al costituendo cantiere tav a Chiomonte. Il risultato è stato di oltre 200 feriti tra le forze di Polizia.
Con chi stava e sta il M5S? ovviamente con i no tav…..
AVANTI COLLEGHI VOTATE PURE IL NUOVO CHE AVANZA…sarà un piacere!

La segreteria del sindacato fa notare l’acquisto di maschere antigas alla fine del giugno 2011, ovvero tra lo sgombero della “Libera repubblica della Maddalena” a Chiomonte, il “campeggio” No Tav, e gli scontri del 3 luglio. Settecento euro di spesa, soldi che arrivano dagli stipendi dei consiglieri regionali del Movimento Davide Bono e Fabrizio Biolé (espulso dal M5S nei mesi scorsi). I due eletti si sono ridotti lo stipendio, ma siccome non possono restituire alla collettività le quote in eccesso, le mettono in un fondo per dei progetti partecipati. Di recente l’ex Biolé ha pubblicato gli estratti conto di quel conto da cui sono stati presi i soldi per le maschere antigas.
Dopo la diffusione delle notizie Bono ha replicato così su Facebook:

Sì, ho comprato dei caschetti bianchi e della maschere anti-gas per difendere il popolo No TAV dai lacrimogeni al CS lanciati dalle FF.OO. armate dall’antistato che siedeva a Roma. E NE VADO FIERO!

Il M5S scoperchia il vaso di Pandora dei rimborsi elettorali

Il consigliere regionale Davide Bono vince il ricorso al Tar e può ottenere gli atti pubblici sui rimborsi dei suoi colleghi in Piemonte. Da “la Repubblica”, edizione di Torino del 10 febbraio 2013.

il Tar, presieduto dal Lanfranco Balucani, ha individuato il “diritto di accesso riconosciuto ai componenti degli organi rappresentativi”, un diritto “strettamente funzionale all’esercizio del proprio mandato, alla verifica e al controllo del comportamento degli organi istituzionali decisionali” per la “tutela degli interessi pubblici”.

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