Comune di Torino

Massoni allo scoperto

Da “L’Espresso”, rubrica “Riservati”, del 24 maggio 2014

I massoni nel Comune di Torino dovranno fare “coming out”, altrimenti pagheranno. Un anno fa il consigliere comunale Luca Cassiani (Pd) ha proposto la mozione «Organizzazioni segrete e incarichi pubblici: facciamo trasparenza» per obbligare colleghi, assessori e funzionari a dichiarare la loro affiliazione alle logge. Tuttavia nelle scorse settimane, dopo mesi di rinvii, la sua mozione è stata fermata. Il motivo? Il Consiglio ha approvato una norma per la quale gli eletti e i nominati negli enti pubblici cittadini «dovranno comunicare le associazioni a cui sono iscritti».

Altrimenti, se scoperti, saranno chiamati a pagare dai 500 ai 10 mila euro. La massoneria non è citata chiaramente, ma molti consiglieri danno per scontato sia inclusa nel provvedimento. Cassiani si dice comunque soddisfatto perché, a suo parere, «con la nuova norma i massoni dovranno dichiarare la loro appartenenza». Dubita, invece, dell’efficacia della regola il collega Marco Grimaldi (Sel), secondo il quale i massoni non ammetteranno mai e poi mai di armeggiare con compasso e grembiule.

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Affitti del mercato non pagati, il Tar obbliga a versare i soldi

Versione integrale dell’articolo pubblicato su “La Repubblica”, edizione di Torino, il 26 ottobre 2013

Giovedì pomeriggio i magistrati del Tar Piemonte hanno fermato la decisione del Comune di Torino nei confronti della cooperativa che gestisce il mercato coperto di corso Racconigi: i negozianti non dovranno lasciare gli spazi concessi a patto che saldino il debito entro la fine del 2013. Nel 2011 i funzionari comunali avevano scoperto che non erano stati pagati gli affitti. I commercianti offrirono 50mila euro annui per rientrare, ma per l’amministrazione l’offerta non era adeguato e così lo scorso 10 maggio ha stabilito la fine della concessione del mercato coperto, ha ordinato alla cooperativa di liberare i locali in 60 giorni e ha deciso di incassare la cauzione di circa 50mila euro. Nel frattempo il Comune ha intimato i pagamenti di 95mila e 625mila euro circa per il periodo tra il 1° giugno 2011 e il 1° dicembre 2012. Secondo il Tar la morosità è «comprovata e grave», però il periodo dato per lasciare gli spazi «potrebbe non consentire l’ordinato rilascio dell’immobile da parte della cooperativa ricorrente e potrebbe altresì compromettere l’andamento delle attività commerciali». Quindi, considerando che «i difensori delle parti hanno dato atto delle pendenza di trattative per il pagamento dei canoni non versati», i giudici hanno deciso di lasciare i locali a patto che i debiti vengano saldati entro il 31 dicembre.

Festa low cost del Movimento 5 Stelle

Pubblicato su La Repubblica, edizione di Torino del 16 settembre 2013

Nonostante il maltempo abbia costretto a finire in anticipo, nel Movimento 5 Stelle c’è soddisfazione per come è andata la prima MoViFest di Torino. Partecipazione alta, circa cento volontari e un senatore, Alberto Airola, che aiuta a smontare il palco la domenica sera. Infine costi ridotti a pochissime migliaia di euro. «Le spese sono ancora da consuntivare – dice Chiara Appendino, consigliere comunale -, ma ci aggiriamo intorno ai 2.500 euro usati soprattutto per il palco, le attrezzature, qualche manifesto e 11mila volantini». La riduzione dei costi della politica è stata applicata anche qui sfruttando quanto era a disposizione: i gazebi del M5S sono stati utilizzati per mostrare ai visitatori i lavori dei gruppi tematici (su sanità, istruzione, lavoro, trasporti, ambiente, diritti e altro), mentre le sedie dell’area dibattiti sono state prese in prestito dalla Circoscrizione 7 «come permette il regolamento», specifica il consigliere di zona Fabio Versaci. Il resto è stato fatto dai tanti volontari e dagli artisti che hanno messo a disposizione le loro competenze. «Di certo – continua Appendino – siamo già rientrati nelle spese grazie alle donazioni dei simpatizzanti e alla vendita dei biglietti della lotteria», i cui premi erano libri, un ebook Kindle, un cesto di prodotti alimentari a chilometro zero, una bicicletta e una certificazione ambientale fatta da Antonino Iaria, consigliere della Circoscrizione 5 e architetto che offre questo servizio. Nonostante l’attenzione particolare all’impatto ecologico, con la raccolta differenziata e quattro pannelli fotovoltaici a fornire l’energia necessaria, c’è il rammarico di non aver pensato prima ai rifiuti prodotti dai camioncini che vendevano cibo. «L’anno prossimo risolveremo il problema», affermano.

Quanti abusi d’ufficio a Torino, un Comune sotto inchiesta

Palazzo di città, sede del Comune di Torino (foto da marcohilo su Flickr)

Con le perquisizioni di martedì salgono a quattro le indagini (note al pubblico)  riguardanti degli alti amministratori del Comune di Torino. Per tutti i magistrati del pool “reati contro la pubblica amministrazione” (diretto dal procuratore aggiunto Andrea Beconi) ipotizzano il reato di abuso d’ufficio, articolo 323 del codice penale:

Salvo che il fatto non costituisca un più grave reato, il pubblico ufficiale o l’incaricato di pubblico sevizio che, nello svolgimento delle funzioni o del servizio, in violazione di norme di legge o di regolamento, ovvero omettendo di astenersi in presenza di un interesse proprio o di un prossimo congiunto o negli altri casi prescritti, intenzionalmente procura a sé o ad altri un ingiusto vantaggio patrimoniale ovvero arreca ad altri un danno ingiusto è punito con la reclusione da uno a quattro anni.

  • L’ex direttore generale, il city manager Cesare Vaciago è stato rinviato a giudizio per le irregolarità del concorso dei dirigenti, annullato dal Consiglio di Stato. L’accusa è di abuso d’ufficio (articolo);
  • L’ex segretario generale Adolfo Repice è indagato per tentata corruzione in atti d’ufficio e turbativa d’asta in merito alla vendita dell’Opera Pia Lotteri, un istituto di ricovero e assistenza degli anziani. Avrebbe scoraggiato alcune società interessate a rilevare l’istituto a favore della Villa Maria Pia srl (articolo);
  • L’ex dirigente del settore Cultura, promozione e turismo del Comune Anna Martina è indagata per abuso d’ufficio. Avrebbe affidato incarichi in maniera diretta alla  Punto Rec Studios, società del figlio Marco Barberis, per un valore di circa 48mila euro (articolo);
  • otto dirigenti del Comune sono indagati per abuso d’ufficio per la concessione delle arcate dei Murazzi sul Po a società e gestori di locali notturni. Tra di loro c’è Giuseppe Ferrari, vicedirettore generale, anzi direttore generale facente funzioni (per via della fine dell’incarico di Vaciago). Inoltre ci sono Giovanni Tobia Oggiani, direttore del patrimonio ora in pensione; Carla Villari, a capo direzione del patrimonio dal luglio 2010; Agata Grasso, ex dirigente del settore amministrazione immobili comunali; Daniela Mosca, dirigente del settore associazioni contratti; Maria Francesca Montini, direttore settore commercio; Ernesto Pizzichetta, responsabile dello Sportello attività produttive; Sergio Enrietto, responsabile marketing del settore Promozione (articolo).