cellule staminali

Stamina, Vannoni procrastina

Il metodo Stamina di Davide Vannoni torna d’attualità dopo l’articolo di Nature.
Su ilfattoquotidiano.it ho fatto un riepilogo dell’indagine giudiziaria di Raffaele Guariniello sulla questione (anche se l’articolo di Marco Lillo sull’edizione cartacea di oggi è più lungo e completo).

Ma mi preme sottolineare come uno dei nodi importanti della questione sottolineato dai tanti esperti che criticano la Stamina foundation è la mancanza di trasparenza sul metodo scientifico usato per la ricerca e per le cure, un elemento che – quando si parla di ricerche mediche non va trascurato perché permette alla comunità di medici e ricercatori di analizzare le informazioni e valutarne la correttezza.

A fine marzo Vannoni dichiarava al Corriere della Sera che presto i dati sarebbero stati a disposizione degli interessati:

Gli unici dati pubblicati, quelli che riguardano i cinque pazienti del Burlo Garofalo, indicano che non ci sono stati risultati: dunque? 
«I cinque pazienti sono stati curati con le cellule prodotte dallacell factory dell’ospedale San Gerardo di Monza. Lo studio dice che non fanno male e mi fa molto piacere. Ma è un’altra metodica, con altri tipi di cellule. Tra 20-30 giorni l’ospedale di Brescia dovrebbe rendere noti i dati dei pazienti trattati finora. Porterò anche delle pubblicazioni internazionali su questa metodica a dimostrazione che anche in tanti altri casi del passato, oltre a esser stata fatta una fase preclinica, ci sono dei risultati e non ci sono state controindicazioni».

Parliamo degli studi portati avanti in Ucraina?
«Non solo. Li renderò noti tra poco a quelli che sono interessati. Perché la comunità scientifica probabilmente non lo è; se lo fosse, potrebbe benissimo fare una richiesta, attraverso il Ministero, per avere le cartelle cliniche, con i pazienti resi anonimi, e incominciare a esaminarle. Quelle ci sono, non è che ce le ha Stamina nascoste in un cassetto. Sono in un ospedale pubblico».

Tuttavia stamattina nell’intervista di Alessandro Milan su Radio 24 il fondatore della Stamina ha detto una cosa clamorosa: al ministro Beatrice Lorenzin che chiede la metodica entro il 1° luglio Vannoni replica dicendo che il limite non è imposto dalla legge e che ancora non possono consergnarlo.

 

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La Stamina alle Iene. Oggi repliche?

La scorsa domenica su Twitter la redazione de “Le Iene” aveva annunciato che stasera ci sarebbe stato un nuovo servizio sulle cure a base di cellule staminali fornite dalla “Fondazione Stamina”. (Ora il tweet è scomparso). Per due puntate Giulio Golia ha raccontato le vicende toccanti di due bambini gravemente malati e curati dalla fondazione con risultati visibili (bambini e famiglie che necessitano risposte e cure), ma ha pure attaccato la magistratura, l’Agenzia italiana per il Farmaco (Aifa) e il ministero della Salute, perché hanno indagato i vertici dell’organizzazione.

Purtroppo Giulio Goria e “Le Iene” non hanno mai spiegato cosa potrebbe nascondersi dietro la Stamina foundation onlus e il suo capo, Davide Vannoni. In questo mio articolo per “La Repubblica” potete trovare qualche informazione e farvi venire qualche dubbio sulla gestione di queste cure. Oppure c’è questo articolo più recente sulla relazione degli esperti del ministero che sottolinea la pericolosità e i dubbi sul metodo Stamina.

Aggiornamento del 4 marzo: @Tnymed mi segnala via Twitter questo messaggio del portavoce del ministro Renato Balduzzi su Facebook. (altro…)

Il capo della fondazione Stamina disse: “Per fortuna i malati aumentano”

Per il pm il vertice della Fondazione era «animato dall’intento di trarre guadagno dai pazienti affetti da patologie senza speranza». Da “La Repubblica”, edizione nazionale del 21 agosto 2012.

I malati senza speranza «sono fortunatamente in aumento». Lo avrebbe detto il presidente della Stamina Foundation, Davide Vannoni, a uno dei testimoni interrogati dalla procura di Torino nell’indagine sulla Fondazione onlus che promuove cure con cellule staminali ottenute dal midollo osseo. Il sostituto procuratore Raffaele Guariniello ha iscritto negli registro degli indagati 13 persone (Vannoni, alcuni medici e altro personale) per associazione a delinquere finalizzata alla somministrazione di farmaci pericolosi per la salute pubblica, alla somministrazione di medicinali guasti o imperfetti e alla truffa. Stando a denunce, testimoni e documenti bancari la fondazione (senza scopo di lucro) incasserebbe ogni anno dai suoi 70 pazienti cifre tra i 7 e i 10mila euro tramite bonifici che devono essere giustificati come «contributi, donazionie oblazioni». Per il pm il vertice della Fondazione era «animato dall’intento di trarre guadagno dai pazienti affetti da patologie senza speranza».Nel frattempo l’inchiesta è stata riaperta perché la sperimentazioneè continuata agli Spedali Civili di Brescia fino al blocco imposto dal ministero della Salute e dall’Agenzia italiana del farmaco.

Contro lo stop hanno fatto ricorso al tribunale di Venezia i genitori di Celeste, bambina di due anni affetta da atrofia muscolare spinale che si è vista interrompere le cure. Oggi il giudice del lavoro Margherita Bortolaso dovrà decidere. A Brescia l’8 e il 9 maggio i Nas e due ispettori dell’Aifa hanno controllatoi laboratori trovando irregolarità igieniche. I Nas hanno chiesto lo stop delle cure, accordato il 15 maggio dal direttore generale dell’Aifa Luca Pani.

Un rapporto del ministero della Salute, dopo l’indagine amministrativa voluta dal ministro Renato Balduzzi, ha evidenziato altre irregolarità. Il personale della Stamina Foundation non ha fornito informazioni sui metodi scientifici perché coperti dai brevetti, ma in realtà esistono solo domande di brevetti senza esiti. Inoltre «non è garantita la tracciabilità dei prodotti» usati nelle cure. Ora sono in corso analisi sui campioni di cellule, dopodiché la procura di Torino potrà chiudere l’indagine e chiedere il rinvio a giudizio.

Leggi qui l’ordinanza dell’Agenzia del farmaco sulla Stamina Foundation Onlus.