Castellamonte

Canavese, Caselli indica le infiltrazioni dirette della ‘ndrangheta in politica

Pubblicato su “La Sentinella del Canavese” il 28 giugno 2013.

Cuorgnè, Rivarolo e Chivasso. Sono questi i tre Comuni in cui la ‘ndrangheta si è infiltrata direttamente. Mercoledì mattina, nell’aula bunker del carcere Lorusso e Cutugno di Torino, nella requisitoria del processo Minotauro, il procuratore capo Gian Carlo Caselli ha sferrato un attacco ai politici che, per ignoranza o per opportunismo, hanno avuto contatti con la ‘ndrangheta.

«Ci sono tante persone che traggono vantaggio e non hanno nessun interesse a denunciare – ha denunciato Caselli -. Politici e amministratori la cui colpa è l’opportunismo, colpa grave ma non penalmente sanzionata». Ci sono casi che vanno oltre i semplici contatti e riguardano alcuni comuni del Canavese, luoghi in cui ci sono state «infiltrazioni dirette». Ha citato la storia di Giovanni Iaria, condannato in abbreviato a sette anni e quattro mesi per associazione a delinquere di stampo mafioso e per voto di scambio (a favore dell’eurodeputato Fabrizio Bertot), un «chiaro esempio di diretta infiltrazione mafiosa nelle istituzioni».

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