Antonio Stefanelli

Marando: Vi porto nel cimitero della ‘ndrangheta

Pubblico qui l’articolo scritto per “La Repubblica”, edizione di Torino di venerdì. L’articolo – per esigenze di spazio – non riportava alcune dichiarazioni interessanti fatte da Rosario Marando (che io ho appuntato su una copia del quotidiano). Qui mi sono permesso di aggiungerle. Un’udienza da brivido. Il clima dell’aula era surreale. Marando, seduto davanti ai giudici, tenuto sotto controllo dagli agenti della polizia penitenziaria, si è lasciato andare, ma con moderazione. Era incalzante nel racconto e quasi teatrale quando premetteva: “Ora ve la dico in dialetto, e poi in italiano”. Le frasi in calabrese erano efficaci, rendevano bene la scena (peccato fossero quasi impossibili da riportare).

Rosario Marando ha aspettato molto prima di svelare i misteri di un triplice omicidio di ‘ndrangheta a Volpiano nel 1997. Solo ieri, prima che il suo avvocato Wilmer Perga cominciasse l’arringa, ha chiesto di parlare. E ha detto di non aver ucciso Franco Mancuso e Antonino e Antonio Stefanelli, suocero e cognato di Francesco “Ciccio” Marando, il cui corpo venne trovato carbonizzato a Chianocco il 3 giugno 1996 (ucciso per debiti di droga), ma ha spiegato di aver partecipato alla sepoltura dei tre cadaveri in un luogo che poteva indicare.

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Omicidi Stefanelli: note ai margini

Gli appunti presi stamattina all’udienza del processo contro Rosario Marando per gli omicidi di Antonio e Antonino Stefanelli e Franco Mancuso nel 1997 a Volpiano. L’imputato ha chiesto di parlare prima del suo avvocato. Ero in aula e ho trascritto alcune sue dichiarazioni qui…

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Domani c’è il mio articolo sull’edizione di Torino de “La Repubblica”.