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Ingroia e il mistero del tapiro scomparso

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Ultimo giorno da pm per Antonio Ingroia ieri ad Aosta, dove ha consegnato le chiavi del suo ufficio al procuratore capo Marilinda Mineccia. Dopo aver deciso di non firmare alcuna lettera di dimissioni, ma di aspettare la “decadenza” dall’incarico, così da non dover lasciare la palla in mano ai membri del Csm e al vicepresidente del Csm Michele Vietti, ha fatto un giro negli uffici del secondo piano insieme alla procuratrice capo Mineccia e alla scorta per salutare gli impiegati, gli ufficiali e i colleghi della procura.

Nei corridoi gli è tornato in mente il Tapiro d’oro che Valerio Staffelli, inviato di Striscia la Notizia, gli aveva consegnato il 15 maggio scorso, al momento del suo arrivo nella procura della Vallée. Un tapiro particolare, con sopra delle false fette di fontina, il tipico formaggio valdostano.

Quindi è andato nel ‘suo’ ufficio (fuori dal quale c’era già la targhetta col suo nome) per riprenderlo: “Era un bell’ufficio – ha detto entrando -. Ma dov’è il Tapiro? Io l’avevo messo qua. Se l’è portata la scorta?”. Un nuovo mistero nasce nel suo ultimo giorno da pm. Secondo la collega Mineccia, lo ha preso la dottoressa X, poi qualcuno si ricorda che gli uomini della scorta lo hanno preso in carico. Ingroia avrà ritrovato poi la statuetta?

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Ingroia e la mafia ad Aosta

“La mafia c’è anche ad Aosta – dice Ingroia – soprattutto ‘ndrangheta, riciclaggio, ma non c’è la procura antimafia quindi poi bisogna passare tutto ad altre procure. Le indagini non le fanno loro ma Torino”.

Fonte: Radio24