politica

Quante supercazzole al consiglio comunale di Torino

Amici miei” resta una grande fonte di ispirazione, ma le sue battute – ahinoi – sono diventate un po’ logore. A seguire certi consigli comunali a Torino c’è una citazione torna spesso ed è quella della supercazzola. Questo concetto l’ho sentito ripetere molto spesso. Allora in un momento di noia mi sono messo a cercare nell’archivio dei verbali delle sedute alcune parole chiave per fare una rassegna – non esaustiva – di come il grammelot del conte Mascetti, interpretato da Ugo Tognazzi, sia stato usato dai consiglieri della Sala Rossa.

(altro…)

Tangenti, dal cappio alla fucilazione

Schermata 2015-03-25 alle 16.06.11

C’era una volta Luca Leoni Orsenigo, il deputato della Lega Nord che nel 1993, nel periodo di Tangentopoli, sventolò un cappio a Montecitorio. Ora si passa alle armi da fuoco e a farlo è un ex socialista, Lucio Barani, strenuo difensore di Bettino Craxi (a cui ha dedicato una statua nel Comune di Aulla, di cui è stato sindaco) e oppositore dell’ex pm Antonio Di Pietro (Aulla fu un comune “dedipietrizzato” da Barani). Ecco cosa riporta l’agenzia Public Policy oggi:

ROMA (Public Policy) – Chiunque compia reati di corruzione sia punito “con la fucilazione” da svolgersi pubblicamente nella piazza principale della città dove ha sede il tribunale competente. È quanto chiede un emendamento del senatore Gal, Lucio Barani, presentato in aula al Senato al ddl Anticorruzione.

Barani ha presentato al provvedimento una serie di emendamenti per chiedere che coloro che vengono condannati per corruzione siano tenuti “a chiedere pubbliche scuse”, con la loro “l’esposizione in piazza al pubblico ludibrio” per almeno 18 ore, “a prescindere dalle condizioni atmosferiche”. (Public Policy) SOR

Soldi alla Lega, Salvini complottista

Da ritagliare e conservare questa dichiarazione del segretario della Lega Nord Matteo Salvini dopo l’inchiesta sul finanziamento illecito alla Lega Nord (qui il mio articolo per ilfattoquotidiano.it) e dopo le nuove accuse di rimborsi illeciti ai consiglieri eletti in Emilia Romagna.

(ANSA) – MILANO, 11 MAR – “Siamo in Italia, non mi stupisce che comincino a spuntare come funghi anche inchieste sulla Lega. Non credo più alle coincidenze”. Lo ha detto Matteo Salvini che, intervenendo a Radio Padania, è partito dal processo Ruby ed è arrivato a parlare dell’inchiesta sui rimborsi aperta a carico di diversi leghisti ed ex leghisti in Emilia Romagna.
“Un giorno il Piemonte, un giorno l’Emilia e poi la Lombardia – ha sostenuto il leader del Carroccio -. Poi passiamo al Trentino, poi arriviamo in Liguria, anzi in Liguria ci sono già stati. Manca la Toscana, effettivamente, gli amici toscani sono preoccupati perché si sentono un po’ ignorati”. (ANSA).

L’idea dei complotti non è nuova. Già negli anni Novanta Umberto Bossi sosteneva ci fosse un complotto del Sismi a danni del Carroccio…

Piemonte regione più indebitata d’Italia

Da Roma arriva una constatazione. La Regione Piemonte è indebitata. A certificarlo sono i magistrati del Corte dei conti che oggi hanno inaugurato il loro anno giudiziario.

Nella relazione dell’anno passato si legge

Con riferimento all’indebitamento regionale, dall’indagine è emerso che il limite quantitativo all’indebitamento, rispettato dalla maggior parte delle Regioni, risulta notevolmente oltrepassato dalla Regione Piemonte.

In una nota si precisa che

La situazione finanziaria della Regione Piemonte rilevata dalla Sezione in esito al giudizio di parifica si presenta estremamente critica: il risultato finanziario dell’esercizio 2013, risultante dal progetto di rendiconto è negativo per euro 364.983.307,71, ma l’esatta determinazione dipenderà dalla soluzione che darà la corte Costituzionale . Se venissero confermati i dubbi di costituzionalità della Sezione, il disavanzo finanziario aumenterebbe di euro 2.554.603.200,01 e potrebbe lievitare ad euro 2.919.586.507,72.

Plano, sindaco no Tav, rischia l’espulsione

Dal Fatto quotidiano del 14 giugno 2014

Il Pd litiga pure a Torino. Toni alti, provocazioni e minacce di sanzioni. Da una parte i vertici centrali, dallaltra i dissidenti della Valsusa. In mezzo la linea ad alta velocità che dovrebbe unire Torino e Lione.

Tutto è nato dal discorso di insediamento di Sandro Plano, politico Pd che, con una lista No Tav, è stato eletto sindaco di Susa con soli otto voti di distacco dallavversaria Gemma Amprino. Mercoledì ha annunciato che lui non sarà il sindaco di tuttie che continuerà a opporsi allopera, come da programma.

(altro…)

Massoni allo scoperto

Da “L’Espresso”, rubrica “Riservati”, del 24 maggio 2014

I massoni nel Comune di Torino dovranno fare “coming out”, altrimenti pagheranno. Un anno fa il consigliere comunale Luca Cassiani (Pd) ha proposto la mozione «Organizzazioni segrete e incarichi pubblici: facciamo trasparenza» per obbligare colleghi, assessori e funzionari a dichiarare la loro affiliazione alle logge. Tuttavia nelle scorse settimane, dopo mesi di rinvii, la sua mozione è stata fermata. Il motivo? Il Consiglio ha approvato una norma per la quale gli eletti e i nominati negli enti pubblici cittadini «dovranno comunicare le associazioni a cui sono iscritti».

Altrimenti, se scoperti, saranno chiamati a pagare dai 500 ai 10 mila euro. La massoneria non è citata chiaramente, ma molti consiglieri danno per scontato sia inclusa nel provvedimento. Cassiani si dice comunque soddisfatto perché, a suo parere, «con la nuova norma i massoni dovranno dichiarare la loro appartenenza». Dubita, invece, dell’efficacia della regola il collega Marco Grimaldi (Sel), secondo il quale i massoni non ammetteranno mai e poi mai di armeggiare con compasso e grembiule.