Quante supercazzole al consiglio comunale di Torino

Amici miei” resta una grande fonte di ispirazione, ma le sue battute – ahinoi – sono diventate un po’ logore. A seguire certi consigli comunali a Torino c’è una citazione torna spesso ed è quella della supercazzola. Questo concetto l’ho sentito ripetere molto spesso. Allora in un momento di noia mi sono messo a cercare nell’archivio dei verbali delle sedute alcune parole chiave per fare una rassegna – non esaustiva – di come il grammelot del conte Mascetti, interpretato da Ugo Tognazzi, sia stato usato dai consiglieri della Sala Rossa.

E così è emerso che uno dei primi a utilizzarla, almeno negli ultimi anni, è stato un consigliere del centrodestra, Angelo D’Amico, il 16 settembre 2013. Si discuteva delle verifiche del ministero dell’Economia e delle finanze al Gruppo trasporti Torino (Gtt) e lui riteneva del tutto inutile l’intervento dell’assessore Giuliana Tedesco:

Ci sono state alcune comunicazioni spontanee – diciamo “spintanee” –
da parte dell’Assessore, che, mi permetta (non è una polemica nei suoi confronti),
dicendola in termini cinematografici a me sono parse una supercazzola, nel senso che
non ha detto nulla, cioè non è stato nulla di concreto; a mio modo di vedere la “ciccia”
non c’era.

Pochi mesi dopo fu la volta del grillino Vittorio Bertola parlando delle linee guida dell’amministrazione:

Non so  se si può dire “supercazzola” a verbale, comunque mi sembra…

Il vicepresidente dell’aula Silvio Magliano intervenne: “Si contenga, Consigliere Bertola”. Da allora non si sono più contenuti. Anno 2013, 11 novembre. Si parla di riforma del decentramento e delle partecipate, viene presentato un emendamento poco chiaro per il giovane leghista Fabrizio Ricca, che però qualche film deve averlo visto:

Quello che vi chiedo è di ritirare questo emendamento, perché è assolutamente vergognoso, soprattutto perché ci avete fatto le supercazzole tutto il tempo sul fatto che non avevamo portato le proposte in Commissione, e voi arrivate con l’emendamento in Aula!? Ma di cosa stiamo parlando? Se prima la Riforma era una porcheria, adesso è immondizia!

Più fine, meno esplicito, il consigliere comunale di Fratelli d’Italia Maurizio Marrone nel suo intervento del 30 novembre dopo aver ascoltato l’allora assessore del Pd Stefano Lo Russo leggere una relazione che:

Devo dire: avrebbe fatto sfigurare il conte Mascetti in “Amici Miei”

Lo Russo si dimostra molto più prolisso una volta diventato capogruppo del Pd. Il 19 settembre scorso ascolta la relazione dell’assessore al bilancio Sergio Rolando sull’audit dei conti della città e introduce il suo intervento così:

Ringrazio l’Assessore per la risposta. Nel 1975 un noto regista italiano, Mario Monicelli, manda sugli schermi dei cinema italiani un film che ha fatto la storia della cinematografia, che si intitola “Amici Miei”. Tra i personaggi di questo importante capolavoro della cinematografia comica italiana, ricordo il Necchi, il Melandri, il Perozzi, il Sassaroli e il Mascetti, interpretati, come a dire, a geometria variabile da attori di primaria grandezza, che alternandosi in macchiette molto divertenti (lei aveva 27 anni, Assessore Rolando), introducono una serie di dizioni nella lingua italiana, che poi diventeranno patrimonio anche nelle successive generazioni, per assimilare i percorsi peripatetici all’interno dei discorsi, identificando con chiarezza alcune terminologie; tra queste, due: le cosiddette “supercazzole” e la cosiddetta locuzione “come se fosse antani”.

Fa una citazione multipla il consigliere del M5S Massimo Giovara intervenendo sulla mancata mostra di Monet. Cita Lo Russo, cita la pellicola di Monicelli, cita la supercazzola, ma va anche oltre nel suo intervento:

Diverse settimane fa proprio in questa Sala un Consigliere di minoranza del Partito democratico ha simpaticamente citato uno storico film di Monicelli, “Amici miei”, io ho fatto fatica in quell’occasione a capire qual era l’attinenza tra Monicelli, “Amici miei”, la supercazzola e il bilancio, ho fatto un po’ fatica. Devo anche dire che il tema del bilancio è un po’ scottante per la minoranza PD e questo lo sappiamo, eppure sto imparando e oggi riesco a capire perché è attinente: il modo di pensare, il modo di fare politica, “Amici miei” è così. Noi abbiamo molto da imparare e in questi mesi da Consigliere ho incontrato tantissime persone del comparto culturale, persone che volevano parlarmi di cultura, persone che venivano da me a parlarmi di un progetto, di un problema, di una difficoltà e tutti, nessuno escluso, soprattutto gli “amici miei”, venivano da me o da altri Consiglieri e dicevano: “Noi vogliamo risolvere un problema personale. Io adesso sono tuo amico e tu, che adesso sei Consigliere, me lo risolvi questo problema?”. È un’equazione semplice e conosciuta: se faccio amicizia con te che sei Consigliere metterai una buona parola per me, siamo amici, amici miei.

Finora, però, nessuno ha potuto dire, anche con il rispetto per l’autorità, che anche soltanto le due cose come vicesindaco, capite? 

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