La Tangente #3 – Di metastasi italiane, vaticane e latino-americane

Già un quarto di secolo è passato dall’arresto che ha aperto una fase della storia d’Italia, le inchieste di Tangentopoli con cui gli italiani hanno scoperto la corruzione sistemica della politica e dell’amministrazione pubblica. Da allora poco è cambiato, dicono gli esperti. Ora a vivere quella fase è l’America Latina dove emergono i casi di politici e capi di Stato pagati dall’azienda brasiliana Odebrecht per realizzare grandi opere. Nessuno ne è immune e nemmeno la Città santa lo è: il papa venuto “quasi dalla fine del mondo” afferma che in Vaticano c’è corruzione, un male che denuncia sempre più spesso. Messa così quest’edizione de La Tangente sembra riflessiva (e in parte lo è), ma la cronaca ci ha riservato delle chicche. Buona lettura!

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La bustarella
1) Venticinque anni sono passati dall’inizio di “Mani pulite”. Il 17 febbraio 1992 a Milano veniva arrestato Mario Chiesa, presidente del Pio Albergo Trivulzio ed esponente dei socialisti: era l’inizio di “Tangentopoli” (Wikipedia). Secondo uno dei protagonisti di allora, l’ex pm e ora giudice della Cassazione Pier Camillo Davigo, “è drammatico quanto poco sia cambiata la situazione” (Corriere della Sera). “La differenza rispetto al passato è che la corruzione si è trasformata in una realtà policentrica, in cui non c’è più un centro di autorità unico e riconosciuto, ma una pluralità di cabine di regie, spiega il professore Alberto Vannucci, un’autorità in materia. Lui concorda con Davigo su un aspetto: si è fatto qualcosa sulla prevenzione, ma l’impunità resta alta (ItaliaNews24).
Mentre gli eventi per “ricordare” quella stagione trovano pochi partecipanti anche al Palazzo di giustizia di Milano, scenario di quelle vicende (Il Fatto quotidianoRadio Radicale), il Giornale e il Dubbio pubblicano i discorsi di Bettino Craxi. Così si ripropone l’eterno scontro tra politica e magistratura (e un anche po’ di revisionismo storico) e perdiamo di vista il vero problema: i danni subiti dalle imprese sane e dai cittadini.


2) I rendiconti degli affari compromettono corrotti e corruttori. Nei mesi scorsi la Guardia di finanza di Udine ha trovato un’agenda con i “bilanci” di Michele Candreva, funzionario ministeriale incaricato di effettuare controlli sulle attrezzature e sulla sicurezza di aziende che pagavano per non avere intoppi (L’espresso, da cui è presa l’immagine sopra). Inutile distruggere le prove: gli investigatori della procura di Napoli hanno recuperato in una discarica di Roma i foglietti di carta con iniziali e cifre che la “Romeo gestioni” avrebbe pagato a funzionari pubblici e politici, poi hanno ricomposto i frammenti come un puzzle e hanno incrociato i dati con quanto emerso dalle intercettazioni (ilfattoquotidiano.it).

3) Come si prepara una bustarella? Dove si conserva una mazzetta? Si vede in questo video fatto dalla polizia nel corso di un’inchiesta che martedì 14 febbraio ha condotto all’arresto di undici persone in Basilicata (Basilicata24).

Il bonifico
1) “C’è corruzione in Vaticano. Ma io sono in pace”. In un’intervista a La civiltà cattolica Papa Francesco rilancia un tema a lui molto caro (Corriere della sera). Ne ha parlato anche il 10 febbraio alla messa mattutina nella residenza di Santa Marta, partendo dall’episodio di Adamo, Eva, il serpente e il frutto dell’albero proibito (Vatican InsiderRadio Vaticana)

Tanti corrotti, tanti pesci grossi corrotti che ci sono nel mondo dei quali conosciamo la vita sui giornali, forse hanno cominciato con una piccola cosa, non aggiustare bene il bilancio: quello che era un chilo, ‘No, facciamo 900 grammi, ma che sembra un chilo’. La corruzione incomincia da poco, come questo, col dialogo: ‘Ma no, non è vero che ti farà male questo frutto! Mangialo, è buono! È poca cosa, nessuno se ne accorge. Fai, fai!’. E poco a poco, poco a poco, si cade nel peccato, si cade nella corruzione.

Il 23 gennaio, parlando ad agenti e dirigenti della Direzione investigativa antimafia, il pontefice aveva detto che “il denaro degli affari sporchi e dei delitti mafiosi è denaro insanguinato e produce un potere iniquo”. Poi ha aggiunto che “tutti sappiamo che il diavolo entra dalle tasche, è lì la prima corruzione” (Agenzia Sir, Avvenire). E questi sono soltanto gli ultimi interventi sul tema.

2) Come una piaga, un gigantesco scandalo si sta espandendo dal Brasile in tutto il Sud America. Il gigante delle costruzioni Odebrecht pagava tangenti ai politici brasiliani, come emerso nella maxi-inchiesta “Lava Jato”, ma anche all’estero. L’ex presidente del Perù Alejando Toledo e l’omologo della Colombia Juan Manuel Santos sono indagati per aver ricevuto milioni di euro in cambio di grandi opere (The New York Times). Coinvolte anche Argentina, Ecuador e Panama (The Washington Post). In quest’ultimo paese sono stati arrestati gli avvocati Mossack & Fonseca, dal cui studio legale sono usciti i documenti dei Panama Papers, il leak che ha svelato come molti imprenditori e politici riciclino denaro nei paradisi fiscali (The Guardian).

3) La rivista statunitense Foreign Policy, in un articolo sul caso di François Fillon (citato ne La Tangente #2), sostiene che la corruzione in Francia riguardi soprattutto le alte sfere. Da questa mappa delle condanne, preparata dagli attivisti di Transparency International, sembra invece un problema molto più diffuso (Le Monde).

Altri affari
Potrebbe fruttare quasi due milioni di sterline il furto di libri antichi avvenuto il 29 gennaio scorso in un magazzino nella zona occidentale di Londra, un colpo alla “Mission: Impossible“. Sul caso indaga Scotland Yard (The Guardian e The Mail on Sunday, da cui è presa l’immagine sottostante). Sono ben 172 i titoli sottratti e alcuni di questi valgono diverse decine di migliaia di euro (Stolen-book.com). Sarebbe un furto su commissione, sospettano alcuni antiquari vittime del furto (il mio articolo su Il Fatto quotidiano, per abbonati). È un caso diverso dai furti avvenuti alla Biblioteca dei Girolamini a Napoli, dietro i quali c’era l’ombra di Marcello Dell’Utri (Il Mattino).

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