La Tangente #2 (Di polizze, impieghi fittizi, festival e proteste)

Se la scorsa settimana su La Tangente hanno tenuto banco la generosità e le amicizie dei politici, questa settimana al centro dell’attenzione ci sono stati i rapporti di coppia: il legame di stima tra Virginia Raggi e Salvatore Romeo a Roma e in Francia Penelope Fillon assunta da suo marito François Fillon, candidato del centro-destra alle presidenziali. Un altro insegnamento, allora: attenzione ai doni, ma anche ai favori delle persone fidate o dei familiari. Non dimentichiamo poi l’attualità di questi giorni: sì, ci sono le proteste in Romania, ma anche il Festival di Sanremo e pure lì…

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La bustarella
1) Sospetti sul festival di Sanremo. Il 1° febbraio scorso il quotidiano la Verità sosteneva che Riccardo Bocchini, scenografo della kermesse, avrebbe ricevuto tangenti dall’imprenditore David Biancifiori per fornire strumenti e allestimenti. Biancifiori era stato arrestato il 14 dicembre 2015 nel corso di un’inchiesta sulle mazzette pagate per ottenere lavori dalla tv di Stato (L’espresso) e già ad aprile erano sorti altri dubbi sulla fornitura dei servizi di luci al Festival di Sanremo 2013 (Il Secolo XIX). L’avvocato di Bocchini afferma che il suo cliente non è indagato (Ansa).

A proposito di “appalti truccati” e Sanremo, come dimenticare questa…

2) Cos’è una polizza vita? Può essere ritenuta al pari di una bustarella? Stiamo parlando del caso che la scorsa settimana ha coinvolto la sindaca di Roma Virginia Raggi, intestataria di due polizze sottoscritte da Salvatore Romeo, dipendente comunale diventato capo della segreteria (con stipendio triplicato) dopo l’elezione della candidata del M5S (Il Fatto quotidiano). Lei ha smentito più volte che si sia trattato di una tangente (Bersaglio mobile) e i pm romani sono della stessa opinione (Adnkronos), anche se poi hanno indagato i due per abuso d’ufficio in merito alla nomina di Romeo (La Repubblica). Qualcuno, però, ipotizza che le polizze vita possano essere utilizzate come garanzie o come strumenti per riciclare denaro (Formiche).

Il bonifico
1) In Romania si è dimesso il ministro della Giustizia Florin Iordache mentre le proteste continuano, sebbene il governo abbia ritirato la norma “salva corrotti” approvata il 31 gennaio scorso. La legge salvava dal carcere i colpevoli di abuso di potere che hanno provocato danni allo Stato sotto i 220mila lei (44mila euro circa). Il governo sostiene che avrebbe voluto svuotare le carceri sovraffollate, ma secondo i critici la norma favoriva Liviu Dragnea, leader del partito socialdemocratico al potere, finito a processo proprio per quel reato: ha affidato a dei soci lavori per 24mila euro, lavori mai svolti (The Economist). Nel novembre 2015 il governo di Victor Ponta (stesso partito di Dragnea) si era dimesso in seguito allo scandalo delle tangenti ai vigili del fuoco scoperto dopo il rogo mortale in una discoteca di Bucarest: “Coruptia ucide”, sostenevano all’epoca i manifestanti (Politico). Il malaffare riguarda ogni ambito della vita quotidiana (New York Times), ma ora le ragioni dei manifestanti sembrano quelle dei movimenti popolari anti-establishment, contro le “caste” che si autotutelano: d’altronde uno studio del 2016 dimostra che il 15 per cento dei parlamentari eletti nel 2012 è accusato di corruzione (The Guardian). Ah, secondo la “Corruption perception index” di Transparency International la Romania viene percepita come meno corrotta dell’Italia.

2) Anche la Francia è percepita come una nazione più “sana” dell’Italia, ma le grane non mancano. L’ex primo ministro François Fillon, candidato alle elezioni presidenziali per Les Républicains, è stato accusato dal Canard Enchainé di aver assunto fittiziamente sua moglie Penelope come assistente parlamentare facendole incassare quasi 900mila euro. Altri incarichi sono stati assegnati ai figli. In Francia 115 parlamentari su 577 hanno un parente tra i loro collaboratori, il familismo non è un reato: “è legale, ma è morale?”, ci si chiede (New York Times). Il problema, poi, è un altro: pare che la signora non abbia mai svolto nessun incarico ottenendo così soldi dei contribuenti per non far nulla. E che dire del Front National di Marine Le Pen, che si è rifiutata di restituire 300mila euro al Parlamento europeo per le assunzioni illegittime dei collaboratori. Questo non è l’unico affare che la riguarda: ci sono sospetti anche sui patrimoni sottovalutati della famiglia e sui finanziamenti delle campagne elettorali (Le Monde). La Francia è al 23° posto della famigerata classifica, migliore di molti Stati europei, ma qualcuno la trova molto corrotta. Il problema è uno: la corruzione non riguarda “poliziotti che chiedono mazzette o aziende che comprano i burocrati”, ma i piani alti del governo per via del “particolare principio francese della monarchia repubblicana”. (Foreign Policy).

Altri affari
A fine gennaio, durante l’ultima fiera dell’arte di Ginevra, Artgénève, la principale rassegna del settore, è stato lanciato un decalogo per combattere il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo tramite la compravendita di opere e reperti (Antique trade gazette). L’iniziativa è interessante: d’altronde nei “porti franchi” della città vengono spesso nascosti i proventi di furti nei musei o nei siti archeologici (molti anche dall’Italia) e quasi un anno fa Yves Bouvier, mercante d’arte soprannominato “il re dei porti franchi” (ne possiede una quota), è incappato in una serie di problemi con la giustizia per riciclaggio ed evasione fiscale (The independantThe Art NewspaperLa Tribune de GénèveBloomberg).

Il dato
200 – Il numero di poliziotti licenziati dal governo del Ruanda perché accusati di aver preso tangenti (News24)

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