Eccovi La Tangente, la newsletter sulla corruzione

Una newsletter settimanale con notizie sintetiche sui casi di corruzione in Italia e nel mondo. Si chiama La Tangente e ci sto lavorando da qualche settimana. È un esperimento, sì, e per questo mi servono un po’ di pareri. Vi va di iscrivervi e dirmi la vostra opinione? Basta andare su questa pagina e inserire il vostro indirizzo email.

Intanto, per offrirvi un’anteprima del servizio, ecco a voi la prima mail inviata agli iscritti

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Meglio fare attenzione ai regali. Che tu li offra o li riceva, potresti finire nei guai, anche se si tratta di una cortesia, un gesto di generosità o un atto di amicizia. Questa è la lezione che ci viene insegnata da due casi di corruzione dell’ultima settimana, uno italiano (nella sezione “La bustarella”) e uno internazionale (nella sezione “Il bonifico”, come quelli che viaggiano “estero su estero”), trattati in questa edizione de La Tangente. Non dimentichiamo, poi, di dare un’occhiata a un altro dato interessante emerso dall’annuale Corruption Perception Index di Transparency International, presentato mercoledì scorso.


La bustarella
Il rischio concreto è che per la prima volta si processi il reato di generosità“. Federico Cecconi è uno degli avvocati di Silvio Berlusconi e così commenta il rinvio a giudizio – avvenuto sabato – dell’ex presidente del Consiglio, accusato dalla procura di Milano di aver stipendiato con quasi dieci milioni di euro ben 22 ex ospiti alle “cene eleganti” di Arcore. Per i pm le avrebbe pagate per indurle a dire il falso o a essere reticenti nelle testimonianze dei processi Ruby e Ruby bis. Insomma, corruzione in atti giudiziari (La Repubblica). “Sto mantenendo le ragazze. Non pago, aiuto“, aveva detto l’ex Cavaliere durante il primo processo Ruby. In pratica le ragazze ricevevano quasi 2.500 euro al mese, ma alcune – per avidità e gelosia – chiedevano di più, al punto che Berlusconi denunciò un’Olgettina per tentata estorsione. (Corriere della sera).

Generosità, cortesie (come dicevano i legali di Roberto Formigoni) o aiuto, potremmo chiamare tutto questo con un’altra parola: educazione. Lo spiega bene Checco Zalone in Quo Vado.

2) L’accusa è di “induzione indebita a dare o promettere utilità”. Per questa ragione Pasquale Longarini, procuratore capo “facente funzioni” ad Aosta (in attesa della nomina di un “titolare”), è stato sottoposto agli arresti domiciliari. Secondo gli investigatori avrebbe alleggerito l’accusa a carico di un albergatore avesse acquistato formaggi per 70mila euro dall’azienda casearia del suo amico imprenditore Gerardo Cuomo. Non solo. Al suo amico avrebbe spifferato l’esistenza di un’indagine e avrebbe dato un aiuto su altri piani, ottenendo in cambio alcuni favori: mozzarelle, ma soprattutto una vacanza in Marocco. Ah, la generosità… (RepubblicaGiustiziaMi).

Il bonifico
1) Da un tipo di generosità a un’altra. “Secondo la legge, ricevere regali è legale“, ha ricordato al parlamento il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu coinvolto in due indagini nelle ultime settimane, chiamate Case 1000 e Case 2000, senza contare l’ultimo caso emerso dopo l’interrogatorio di sabato scorso (The Guardian) che riguarderebbe l’acquisto di tre sottomarini dalla tedesca ThyssenKrupp. “Atti di amicizia”, così sono stati definiti i doni di sigari cubani, gioielli e champagne rosé. D’altronde è risaputo quanto a lui e a sua moglie piaccia condurre una vita lussuriosa (Washington Post). Secondo il sito Walla, gli investigatori avrebbero i messaggi con cui la coppia chiedeva “foglie” (sigari) e “rosé” (champagne) a Arnon Milchan, produttore hollywoodiano (Hareetz). La polizia sospetta che altre persone abbiano fatto regali da centinaia di migliaia di dollari al primo ministro (Haaretz). In passato “Bibi” è sempre uscito indenne dalle inchieste, a differenza del suo predecessore Ehud Olmert, che sta scontando una pena di 27 mesi per corruzione e negli ultimi giorni ha chiesto la grazia al presidente Reuven Rivlin (Jerusalem Post).

2) Ci sarebbe un legame tra corruzione e populismo. Lo sostiene un’analisi di Finn Heinrich per Transparency International, pubblicata in occasione dell’ultimo indice sulla corruzione percepita, reso noto mercoledì scorso. In estrema sintesi, le tangenti abbondano dove c’è un grosso malessere sociale e lì i movimenti populisti guadagnano consensi attaccando le élite corrotte, ma senza l’intenzione, poi, di sradicare il malaffare. Uno degli esempi citati è, ovviamente, Donald Trump, ma Heinrich cita anche il Movimento 5 Stelle.

A proposito di populisti… Il 10 gennaio in Ungheria Szilard Nemeth, vicepresidente di Fidesz, partito del primo ministro Viktor Orban, ha annunciato che verranno messe al bando quelle organizzazioni sostenute dal finanziere anglo-ungherese Georges Soros tra cui, appunto, Transparency International (Bloomberg). Secondo Nemeth le “pseudo-Ong” di Soros sono una “minaccia alla sicurezza nazionale” e le loro azioni sono contrarie all’interesse del popolo ungherese” (Budapest Beacon).

Altri affari
Furti d’artista. Si trova sotto processo “Spiderman”, al secolo Vjeran Tomic, serbo 49enne accusato di aver rubato cinque dipinti dal Musée d’art modern a Parigi nel maggio 2010. Le opere di Matisse, Modigliani, Picasso e altri – dal valore di 100 milioni di euro (per alcuni esperti anche di più) – non sono mai state ritrovate. Sono state distrutte, dicono alcuni imputati. Per gli investigatori, invece, sono nascoste all’estero (Libération, The Daily Telegraph). Torneranno presto a casa le due tele di Vincent Van Gogh rubate al museo di Amsterdam nel 2002 e ritrovate a settembre in una casa di Castellammare di Stabia nel corso di un’inchiesta sul narcotraffico. Dopo la condanna di otto persone coinvolte nel caso si sblocca l’iter per il loro rientro (La Repubblica).

Il dato
16,5 milioni di dollari – Il valore delle tangenti versate dal petroliere Eike Batista, uno degli uomini più ricchi del Brasile, all’ex governatore di Rio Sergio Cabral, arrestato nel corso dell’imponente inchiesta “Lava Jato”, la “Mani pulite” brasiliana. Batista è stato arrestato lunedì dopo il suo ritorno in patria (Time).

Questa prima puntata de La Tangente termina qui. La sua ideazione è ancora in corso e qualche cambiamento potrebbe avvenire nelle prossime newsletter. Ringrazio Donata e Alessia per i loro preziosi consigli. Se vuoi mandarmi un commento, un suggerimento o una segnalazione, scrivimi. Se pensi che altre persone possano essere interessate, inoltra loro questa mail o indirizzale a questa pagina.
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