50 agenti per la festa privata di John Elkann

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Pubblicato su Il Fatto quotidiano del 6 settembre 2014

La festa privata dei vip è sorvegliata dalle forze dell’ordine. Giovedì e ieri, nei giorni delle polemiche sul blocco degli stipendi di agenti e militari, cinquanta poliziotti hanno dovuto sorvegliare il decimo anniversario di matrimonio del presidente della Fiat John Elkann e Lavinia Borromeo per tutelare i loro 250 invitati, “appartenente al mondo della finanza nazionale e internazionale e della classe dirigente del gruppo Fiat”, si legge in una nota riservata. Tra gli ospiti il cugino Andrea Agnelli, l’ad Sergio Marchionne e il direttore della Stampa Mario Calabresi. Un servizio impegnativo, due giorni e parecchi luoghi da controllare, per un evento tanto importante e discreto che gli agenti in borghese dovevano indossare abiti “consoni” al contesto. Stando alle ordinanze, la questura ha ritenuto “necessario” assicurare “un servizio di vigilanza fissa alle strutture alberghiere ove alloggeranno gli ospiti”, il Principi di Piemonte e l’Hotel Victoria. Ma non è tutto. Giovedì pomeriggio, in occasione di un evento allo Juventus Stadium “riservato” a cento ospiti, l’ingresso è stato controllato da dieci agenti del reparto mobile. La sera dieci carabinieri sorvegliavano la villa degli Agnelli a Villar Perosa per il ricevimento dei 250 ospiti, mentre venerdì dieci uomini della celere e cinque agenti in borghese presidiavano lo storico ristorante “Del Cambio” per il pranzo di 45 invitati. I poliziotti hanno dovuto fare dei controlli per accertare “eventuali situazioni sospette e di allarme”; poi hanno dovuto “svolgere un’accurata, continua e riservata attività di osservazione e controllo in profondità delle aree limitrofe” perché “benché l’evento sia privato e non sia stato dato risalto sui mass media – si legge in un’altra nota – non si esclude che possa costituire occasione per estemporanee iniziative di protesta”. Per alcuni sindacati di polizia sono questi gli sprechi da tagliare: “È una situazione diffusa a livello nazionale che contestiamo tutti i giorni – afferma Pietro Di Lorenzo del Siap – Di fronte alla carenza di risorse si dovrebbero tagliare i servizi di rappresentanza e quelli di protezione a chi non ne ha bisogno. Se vogliamo parlare di risparmi partiamo da qui”. Per Gianclaudio Vianzone del Silp Cgil “bisogna limitare gli abusi: non è sostenibile la commistione tra pubblico e privato”.

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