Il pm: “Non si può più arrestare ladri e pusher”

Dal Fatto quotidiano del 4 luglio 2014

Per risolvere il problema delle carceri sovraffollate e per non pagare la multa dell’Ue si fa un pasticcio, con buona pace della sicurezza dei cittadini. È questo l’allarme lanciato da molti dopo l’entrata in vigore del decreto legislativo n. 92 del 26 giugno scorso che modifica le norme sugli arresti, vanificando il lavoro delle forze dell’ordine e dei magistrati: “Stanno uscendo dal carcere decine di ladri, piccoli rapinatori, spacciatori che hanno una pena da scontare sotto i 3 anni –spiega il sostituto procuratore di Torino Andrea Padalino –. In tre giorni ho dovuto valutare 20 casi”.

Dottore, cosa prevede questo decreto?
Modifica il comma 2-bis dell’articolo 275 del codice di procedura penale. Ora non è più possibile tenere in carcere una persona che ha commesso un reato, anche arrestata in flagranza, se il giudice prevede che, all’esito del processo, la pena da eseguire possa essere sotto i tre anni.
Cosa comporta?
Si restringe la possibilità di applicare la custodia cautelare in carcere per tutta una serie di reati da strada, come il furto, le rapine o lo spaccio. Mettiamo un ladro d’appartamento, nomade e senza fissa dimora, arrestato sul fatto: siccome per questo reato raramente si arriva a condanne sopra i tre anni il giudice non disporrà l’arresto in carcere e neanche i domiciliari, quindi rimarrà libero.
Altri casi?
Se un’altra persona senza fissa dimora commette una resistenza a pubblico ufficiale con delle lesioni, la condanna prevista non sarà sopra i tre anni e il giudice non convaliderà l’arresto. È anche vero che in questi casi si può fare un processo per direttissima, ma anche così il giudice potrebbe condannare a pene sotto i tre anni e i condannati rimarranno fuori. C’è poi un altro caso.
Quale?
Consideriamo un uomo che maltratta la moglie in casa. Se il pm chiede il suo arresto il giudice non lo concederà perché la pena potrà essere sotto i tre anni. Cosa succede? Non possiamo metterlo ai domiciliari nella stessa casa della moglie. A questo si aggiunge anche lo “Svuotacarceri ” di maggio. Ha ridotto le pene e quindi ha permesso ai piccoli spacciatori di andare ai domiciliari, ma si tratta perlopiù di persone senza dimora e quindi restano liberi.
Se invece andassero ai domiciliari sarà difficile fare i controlli?
All’inizio della settimana a Barriera di Milano (periferia nord est di Torino, ndr) la stazione dei carabinieri doveva controllare circa 125 persone ai domiciliari, senza contare i condannati che scontano la pena a casa. Diventa impossibile controllarli tutti.
Quali rischi si corrono?
Bisognerà chiederlo ai cittadini: i costi di questa operazione potrebbero ricadere sulla collettività. La speranza è che il Parlamento, quando dovrà convertire il decreto in una legge, recepisca queste preoccupazioni.

Annunci

One comment

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...