Mese: aprile 2014

L’agguato? “Una cazzata”

A futura memoria copio-incollo questa dichiarazione. L’attore Valerio Mastrandrea ha firmato l’appello di notav.info per i quattro anarchici arrestati. A La Repubblica del 26 aprile dichiara:

«Mi sembra pericoloso applicare leggi esagerate o che non tengono conto del momento che viviamo. Punendo persone di vent’anni, che possono aver fatto una cazzata. Non è concepibile l’idea che qualcuno, per evasione fiscale, si faccia sette giorni di giardinaggio e un altro perché spacca una vetrina si fa, o comunque gli vengono chiesti, quindici anni».

Salone del Libro senza Papa, però c’è Renzi

Il Vaticano è l’ospite d’onore del Salone del libro di Torino, ma la sua “star”, papa Francesco, non ci sarà. In compenso arriverà l’onnipresente Matteo Renzi. Ieri mattina alla Scuola Holden di Alessandro Baricco (grande sostenitore di Renzi) è stata presentata la 27 esima edizione che comincerà l’ 8 maggio in presenza del ministro della Cultura, Dario Franceschini. Per la Santa Sede interverranno il cardinale Gianfranco Ravasi e il segretario di Stato, Pietro Parolin, ma nelle sale del Lingotto sfileranno pure politici di rilievo come il ministro della Giustizia Andrea Orlando, Walter Veltroni, Massimo D’Alema, Renato Brunetta, Emma Bonino e Giuliano Amato. Troppa sinistra? No. Quest’anno al Salone, spesso accusato dai giornali berlusconiani di essere un punto di ritrovo radical chic, ci sarà spazio anche per due incontri dal titolo “Le anime della Destra” con “intellettuali ‘ non conformisti’” (così nel comunicato stampa) come Piero Ostellino, Paolo Guzzanti, Marcello Veneziani, Pietrangelo Buttafuoco e Angelo Mellone. E gli scrittori? Si aspetta Joe R. Lansdale per il Premio Mondello. Poi, per il resto, molto spazio alla cultura “pop” con i volti noti della tv (ci sarà pure la conclusione del programma Masterpiece) e ai libri di cucina (con un’area speciale chiamata Casa CookBook).

In cattedra dietro le sbarre

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Pubblicato su Il Fatto quotidiano il 16 aprile 2014

Dei suoi 63 anni Mario Tagliani ne ha passati trenta in carcere. Nessuna pena da scontare, solo un lavoro. Tagliani fa l’insegnante al carcere minorile Ferrante Aporti di Torino e ha pubblicato “Il maestro dentro” in cui ripercorre la sua esperienza coi giovani reclusi raccontandone le storie tragiche e violente (dai ladri per disperazione ad assassini come Omar, il fidanzato di Erika). Nel 1983 Tagliani prende servizio in una scuola torinese, unico uomo in un corpo docente di sole donne, e la preside pensa che lui sia adatto per insegnare al carcere minorile. Lui dubita, ha paura, ma a fargli cambiare idea è una partita di calcio in cui quei giovani criminali sembrano ragazzi come altri. Tagliani comincia il suo percorso di insegnante, diverso da quello di Marcello D’Orta (il maestro autore di “Io speriamo che me la cavo”) per il semplice fatto che non obbliga gli studenti a seguire le lezioni, altrimenti la scuola sarebbe un’a l t ra prigione. Cerca di attirarli a sé stimolandone la curiosità. Non sempre ottiene risultati: per alcuni allievi il tempo in carcere è una tappa della carriera, un momento per imparare qualche tecnica nuova. Tagliani però non smette di credere nel suo lavoro: “Quando certe aule scolastiche non saranno più carceri e le carceri saranno diventate scuole, allora il grado di civiltà avrà raggiunto il suo punto più alto”.