Il Tar blocca la caccia in Piemonte

Scritto per la Repubblica, edizione di Torino del 14 settembre 2013

L’inizio della stagione di caccia è rimandato. Per il secondo anno di seguito i giudici del Tar hanno sospeso la validità dei calendari approvati dalla giunta regionale nella scorsa primavera e hanno accolto così le critiche di due associazioni ambientaliste, la Lega per l’abolizione della caccia (Lac) e Pro Natura. La stagione venatoria avrebbe dovuto iniziare tra domenica 29 settembre e mercoledì 2 ottobre, ma ora le doppiette potrebbero rimanere nelle loro custodie ancora per un po’ di tempo se la Regione non realizzerà un nuovo calendario a norma.

Sono tre le infrazioni che hanno spinto i magistrati ad accogliere la richiesta degli ambientalisti e si tratta delle stesse irregolarità dello scorso anno: mancano ancora un piano faunistico venatorio regionale e una valutazione dell’incidenza della caccia sull’ambiente e inoltre non sono state ascoltate le critiche l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) in merito alla tutela delle tante specie di uccelli migratori. «Senza un piano faunistico regionale e una legge regionale è difficile stabilire un calendario venatorio – spiega l’avvocato Andrea Fenoglio che insieme alla collega Mia Callegari ha assistito la Lac e Pro Natura -. Negli anni precedenti, prima che fosse abrogata la legge regionale, c’era una legge che disciplinava la caccia. Ora non c’è nulla».

È soddisfatto il presidente della Lac Piemonte Roberto Piana: «Consiglio ai cacciatori di andare in Regione, consegnare il tesserino da cacciatori e prendere quello per raccogliere i funghi. I fucili possono rimanere appesi», ironizza. Ricollega il caos normativo all’assenza di una legge regionale (cancellata nel 2012 per evitare il referendum abrogativo), ma anche all’incapacità politica: «Questa maggioranza schierata con il mondo venatorio continua a violare le regole – aggiunge -. Molte loro decisioni sulla caccia non rispettano le tutele ambientali. Sacchetto dovrebbe dimettersi e si dovrebbe nominare un assessore che ascolti anche noi ambientalisti». Come l’anno scorso la giunta potrebbe preparare un nuovo calendario correggendo le infrazioni. «In questo caso noi faremo un nuovo ricorso con procedure d’urgenza», conclude Piana.

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