“Fascismo e libertà” non può candidarsi

Almeno a Tonengo il partito fascista non si può candidare. Il Tar del Piemonte ha ribadito l’esclusione della lista elettorale “Fascismo e libertà” dalle elezioni amministrative di un piccolo paese in provincia di Asti. Nella sentenza i giudici amministrativi spiegano che la Costituzione «vieta la riorganizzazione del disciolto partito fascista». Nel simbolo della lista, presentata dal responsabile piemontese del movimento Emiliano Calemma, si vedono un fascio e l’acronimo “Mfl” che sono «un esplicito richiamo all’ideologia fascista». Inoltre nell’emblema c’è pure l’acronimo di “Partito socialista nazionale” e il simbolo del «fascio repubblicano, utilizzato dalla Repubblica Sociale Italiana e dal Partito Fascista Repubblicano, con ciò concretizzandosi un richiamo al disciolto partito fascista». Calemma è stato anche condannato a pagare mille euro di spese processuali della Commissione elettorale circondariale di Asti.
Note: Il movimento “Fascismo e libertà” ha affrontato in passato alcuni processi per “apologia di fascismo” passandone indenne. Di fronte a questa chiara sentenza del Tar ci si chiede come sia stato possibile.
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