Caso Musy, il professore “censurato” chiede i danni all’Università

Un euro di risarcimento simbolico. Lo ha chiesto il professor Pier Giuseppe Monateri all’Università di Torino. Il docente di diritto comparato ha fatto ricorso al Tribunale amministrativo contro le critiche espresse dai suoi colleghi sul suo comportamento nella vicenda Musy, i suoi silenzi e le frasi “ignobili” scritte su un foglio. L’8 aprile scorso l’avvocato Giuseppe Gallenca ha depositato il ricorso agli uffici di corso Stati Uniti e ora si aspetta la fissazione della data. A occuparsene saranno i magistrati della prima sezione presieduta da Lanfranco Balucani.

Nessuna delle persone implicate nel procedimento ha voluto spiegare nel dettaglio la questione. Si intuisce solo che la causa è stata fatta contro il giudizio unanime del Consiglio del dipartimento di giurisprudenza il 6 febbraio scorso, frutto di una riunione per valutare i gesti di Monateri, docente di diritto comparato, nella vicenda legata all’agguato del 21 marzo 2012 contro Alberto Musy, consigliere comunale e professore all’Università del Piemonte orientale. Il consiglio  presieduto dal neo rettore Gianmaria Ajani  aveva espresso “una ferma e risoluta riprovazione per i gesti e per i contegni ascritti ad un proprio componente, riferiti come avvenuti in occasione dell’esercizio delle sue funzioni accademiche, che sono stati riportati dalla stampa e che ad oggi non risultano essere stati smentiti; gesti e contegni il cui disvalore etico è evidente a tutti”. Tuttavia  facevano notare alcune persone dell’ateneo  il giudizio era stato espresso prima dell’incontro tra Monateri e il rettore Ezio Pelizzetti.

Ma cosa andava rimproverato al professore? Dalle indagini della squadra mobile della Questura e del sostituto procuratore Roberto Furlan era emerso che il docente che aveva presentato il suo conoscente Francesco Furchì al suo ex allievo Musy  aveva avuto dei sospetti sul faccendiere dopo aver visto il filmato dell’attentatore, ma non li aveva mai confidati agli inquirenti nei tre interrogatori. Inoltre, durante un esame in università, Monateri aveva scritto su un foglio un messaggio, definito “ignobile” da Antonella Musy: “Acerbis Nano (il modello di casco indossato dall’attentatore, ndr) ce l’ha insegnato, sparare agli stronzi non è reato”. Il professore si è giustificato affermando che su quel foglio stava appuntando delle suggestioni per ricollegare l’attentato a Musy a quello contro il manager di Ansaldo Roberto Adinolfi avvenuto a Genova, ipotizzando fossero gesti riconducibili alle Br. L’Università e il Senato accademico hanno preso del tempo prima di prendere provvedimenti disciplinari contro di lui.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...