Doppio appalto per le Officine Italia 150 finisce a processo

L’ingresso delle mostre per Italia150 alle Ogr (foto da Denis Bocquet su Flickr)

Da “La Repubblica”, edizione di Torino del 19 marzo 2013.

Finisce in un’ aula di tribunale l inchiesta sulle Ogr e sull’allestimento delle mostre per Italia 150. Alberto Vanelli, direttore della Reggia di Venaria e vicepresidente esecutivo del comitato, è stato rinviato a giudizio con l’accusa di abuso d’ ufficio assieme all’architetto Carlo Pession, direttore dei lavori per l’allestimento alle Officine grandi riparazioni delle tre mostre per l’evento dei 150 anni dell’ unità d’ Italia.
Ieri, al termine dell’ udienza preliminare, il gup Giuseppe Marra, accogliendo la richiesta del pm Cesare Parodi, ha deciso il rinvio a giudizio e fissato la data della prima udienza al 2 luglio davanti ai giudici della terza sezione penale. Al centro del processo sarà la decisione di Alberto Vanelli, a poche settimane dall’ inizio dei festeggiamenti, di “sdoppiare” l’appalto già aggiudicato dalla commissione e affidato nel luglio 2010 a una cordata di imprenditori capeggiata dall’ azienda Ed.Art. Su questo appalto, già impugnato al Tar dalle cooperative di Ccc, pendeva all’ epoca ancora il ricorso al Consiglio di Stato. Così Vanelli, per non sfigurare di fronte ai vertici della Regione, impose una soluzione alternativa in tutta fretta, tentando di evitare che il comitato fosse condannato a risarcire la cordata di imprese esclusa.
L’ accusa è di aver «intenzionalmente procurato a sé o ad altri ingiusto vantaggio patrimoniale, attivandosi, affinché non si creassero i presupposti per una azione di risarcimento a carico di personale dipendente del Comitato e dei membri della commissione nominata per l’affidamento, la progettazione, l’esecuzione dei lavori e l’allestimento delle mostre». Perché Alberto Vanelli avrebbe agito, secondo il pubblico ministero, per evitare che gli imprenditori esclusi chiedessero il risarcimento al Comitato e che il Comitato si rivalesse sui membri della commissione. Secondo l’accusa, poi, questo intervento sull’ appalto fece lievitare il prezzo dei lavori del 28 per cento: dai calcoli della procura risulta che il costo per il comitato sia passato da 7.535.107,73 a 9.662754,30 euro.
Vanelli spiega: «Ho cercato di fare bene, c’era una scadenza da rispettare e ho tentato, non commettendo illegalità, di fare in modo che Napolitano giungesse il 16 marzo a Torino e trovasse l’opera conclusa». Aggiunge il suo avvocato, Fulvio Gianaria: «I costi lievitarono non perché l’appalto fu sdoppiato, ma perché subentrarono nuove esigenze e una variante successiva. Sarebbe successa la stessa cosa senza alcun intervento». Anche l’avvocato di Carlo Pession, Giuseppe Lageard, insiste sul fatto che non vi è stato danno erariale e dice: «Lo dimostreremo in dibattimento».

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