«Il Tar del Piemonte è il più produttivo in Italia»

Da “La Repubblica”, edizione di Torino del 9 marzo 2013.

«Il Tar del Piemonte è il più produttivo in Italia». Lo ha affermato ieri mattina, durante l’inaugurazione dell’anno giudiziario, il presidente del Tribunale amministrativo regionale, Lanfranco Balucani. La sede regionale della giustizia amministrativa, che si occupa di valutare le eventuali irregolarità degli atti pubblici degli enti piemontesi, è tra quelle che hanno smaltito di più le cause arretrate. Nel 2012 i ricorsi pendenti sono diminuiti del 54,7 per cento rispetto al 2011, permettendo così ai giudici di dedicarsi con più attenzione ai procedimenti più attuali. Rimangono ancora 3.800 ricorsi “storici” pendenti, mentre le cause più recenti vengono smaltite in fretta, anche perché- ha sottolineato il presidente Balucani nella sua relazione – sono in calo. Nel 2012 ci sono stati 1.233 ricorsi contro i 1.481 dell’anno precedente, pari a una riduzione del 16,8 per cento: «Su questo hanno inciso la crisi economica in atto e l’aumento del contributo unificato che ha accresciuto il costo del ricorso», ha evidenziato. Dai dati nazionali emerge pure che il Piemonte è la regione meno litigiosa in Italia, con un ricorso fatto ogni 3.600 abitanti circa.

Diminuiscono i ricorsi per gli appalti, quelli sull’edilizia e diminuiscono le cause intentate da cittadini stranieri per ottenere il permesso di soggiorno. Triplicano però quelle per l’esecuzione delle sentenza della giustizia ordinaria e tra queste le cause per l’applicazione delle “legge Pinto” sui risarcimenti dovuti al cittadino “vittima” dei processi lumaca: «Sono stati dimezzati gli importi rispetto al 2011, ma il ministero deve comunque pagare un milione di euro – ha detto -. Sono cifre preoccupanti che fanno riflettere». Aumentano i ricorsi sui servizi pubblici (otto nel 2011, 46 nel 2012) colpiti dai tagli imposti dalla spending review: i trasporti (per via dei minori fondi stanziati dalla Regione Piemonte agli enti territoriali e alle società), i servizi socio-assistenziali per anziani e disabili o, nell’ambito dell’istruzione, gli insegnanti di sostegno. Ma il dato interessante riguarda i nuovi tipi di ricorsi presentati lo scorso anno, come quelli contro le sale da gioco, sulla gestione pubblica delle società idriche o contro le centrali elettriche a energie alternative: «Sempre più di frequente singoli cittadini o comunità invocano dal Tar la tutela di “nuovi diritti” in materia di salvaguardia del territorio e dell’ambiente, di salute pubblica, di istruzione, di servizi sociali, di libertà personali», ha concluso Balucani.

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