“Magistrati, ma precari”. In un libro la protesta dei giudici onorari

Sono i “precari” della giustizia. Li si vede nelle aulette dei tribunali, nel banco in prima fila sulla sinistra, circondati dai faldoni, mentre si occupano di quella miriade di processi “minori” che intasano il sistema ma devono essere portati avanti, perché la giustizia deve fare il suo corso. Sono i vice-procuratori onorari (Vpo) che insieme ai giudici onorari di tribunale (Got) costituiscono un esercito di circa tremila magistrati in carica per pochi anni. “I più atipici degli atipici”, scrivono alcuni Vpo di Torino in un libro appena pubblicato da Round Robin, “Precari (fuori) legge – Ogni giorno in tribunale”, il cui ricavato permetterà ai magistrati di finanziare la causa per ottenere le pensioni. Sì, perché sebbene lavorino per il Ministero della Giustizia, l’ente pubblico non versa loro i contributi pensionistici: “In sintesi non siamo considerati lavoratori dello Stato”, scrivono nel libro.

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