Mese: gennaio 2013

Quote latte, il leghista Robusti & Co. condannati a risarcire

L’ex europarlamentare leghista condannato dalla magistratura contabile per la truffa delle quote latte. Da “La Repubblica”, edizione di Torino del 26 gennaio 2013.

Dovranno risarcire la bellezza di 203 milioni di euro allo Stato per le quote latte non versate. Gli amministratori delle Cooperative Savoia e della finanziaria Fgr, tra cui l’ex europarlamentare della Lega Nord e portavoce dei Cobas Giovanni Robusti, sono stati condannati dalla Corte dei Conti del Piemonte, che ha accolto in toto la richiesta della Procura generale. Il solo Robusti è stato condannato per un danno complessivo per più di 182 milioni di euro: dovrà versarne 4,2 milioni da solo, mentre si dividerà le altre quote con gli altri imputati. Così, in attesa della Cassazione e pochi giorni dopo i sopralluoghi della Guardia di Finanza per una vicenda simile, la storia delle truffe delle quote latte delle Coop Savoia va verso la fine.

Era cominciata nel 1998, quando i Cobas protestavano contro le multe comunitarie per la sovrapproduzione di latte. Il loro leader Robusti e altri amministratori avevano organizzato un sistema illecito che, tramite artifici contabili e di bilancio, permetteva ai 324 allevatori associati di non versare le sanzioni danneggiando l’Agenzia per le erogazioni all’agricoltura (Agea) e l’Unione europea per quasi 203 milioni di euro. Tuttavia il sistema è stato scoperto e condannato prima dal Tribunale di Saluzzo, poi la Corte d’appello di Torino, dove è stata riconosciuta l’associazione a delinquere. Tuttavia in quel procedimento del 2010 gli avvocati della Regione Piemonte, su volontà della nuova giunta di Roberto Cota, si ritirarono rinunciando all’eventuale risarcimento. Spiegava così l’assessore all’agricoltura Claudio Sacchetto, leghista di Saluzzo, dove le cooperative avevano sede: «Non ci mettiamo contro i nostri agricoltori». A dicembre però i procuratori Piero Floreani e Ivano Malpesi sono tornati a chiedere i danni, interamente riconosciuti dalla Corte.

Leggi qui la sentenza integrale della sezione Piemonte della Corte dei Conti.

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No del Tar alla pillola per gli scoiattoli grigi

Da “La Repubblica”, edizione di Torino del 23 gennaio 2013

Pure per gli animalisti l’ introduzione in Italia dello scoiattolo grigio, americano, mette a rischio lo scoiattolo rosso. Però il dibattito resta aperto: come limitare la proliferazione dei roditori “stranieri”?

Il Tar sta dalla parte della giunta regionale, che vuole sopprimerli e dà torto a due associazioni, la Lega per l’ abolizione della caccia e l’ Associazione animalisti italiani onlus, che preferiscono la sterilizzazione chimica. Gli ambientalisti hanno impugnato la decisione del 23 luglio con cui la Regione ha stabilito i piani 2012-2014 per arginare lo scoiattolo grigio. La tutela della specie autoctona «è legata alla rimozione degli scoiattoli grigi – scrive la giunta – … E non si prevede di superare la cattura di mille animali, corrispondenti al 3,8 per cento». La Regione prevede l’ uso di trappole per catturare gli animali: se lo scoiattolo è rosso viene rilasciato, se è grigio viene soppresso.

I giudici ritengono “impraticabile” il «ricorso a tecniche di sterilizzazione». Le associazioni, assistite dai legali Andrea Fenoglio e Mia Callegari, pensano di ricorrere al Consiglio di Stato: «Sterilizzazione impraticabile? Certo, non è stata mai provata, per motivi economici», spiega l’ avvocato Callegari.

Alessandria, politici della vecchia maggioranza condannati a pagare

Da “La Repubblica”, edizione di Torino del 18 gennaio 2013.

Sono responsabili del danno alle casse del Comune di Alessandria e quindi devono pagare 7,6 milioni di euro allo Stato. La Corte dei conti ha depositato la sentenza con cui condanna a un ingente risarcimento l’ex sindaco Piercarlo Fabbio del Pdl, l’ex assessore al bilancio Luciano Vandone che faceva parte della giunta di centrodestra che ha governato il capoluogo del Sud Piemonte fino alla primavera scorsa, nonché il ragioniere del Comune Carlo Ravazzano, altri esponenti dell’ex giunta e ben ventitré consiglieri della maggioranza che governava Palazzo Rosso. Tutti sono stati condannati per aver deciso e approvato quel trucchetto finanziario che, nascondendo debiti e spese del Comune, ha permesso alla città di evitare per alcuni anni le sanzioni previste per chi non riesce a rispettare i termini del «patto di stabilità» che vincola le spese degli enti locali. (altro…)

Niente quote rosa. Il Tar “dimette” la giunta

Un sindaco, sette assessori uomini e una sola donna, in barba ai precetti di pari opportunità. Ora la giunta comunale di Rivoli è da rifare seguendo i criteri di eguaglianza tra i sessi. Lo ha deciso il Tar del Piemonte accogliendo un ricorso del progetto “Equal” del Movimento 5 Stelle contro le nomine fatte a giugno dal sindaco Franco Dessì.
Da “La Repubblica”, edizione di Torino del 12 gennaio 2013.

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