Non è reato partecipare a un corteo che degenera

Le motivazioni della sentenza sul processo contro due militanti No Tav. Da “La Repubblica”, edizione di Torino del 18 settembre 2012.

Partecipare a una manifestazione che degenera e diventa violenta non può portare alla condanna per «concorso morale». Per questo la manifestante No Tav Elena Garberi è stata assolta dall’ accusa di lesioni e resistenza aggravata l’ 11 luglio scorso. Lo afferma il giudice Paola Trovati, presidente della V sezione penale, nelle motivazioni della sentenza per i fatti avvenuti al termine del corteo No Tav del 9 settembre 2011.

In quel processo, invece, è stata condannata a otto mesi di reclusione l’ altra imputata, Marianna Valenti, per resistenza a pubblico ufficiale. Contro di lei c’è la testimonianza chiave di un carabiniere di Susa che ha affermato di averla vista tirare oggetti e di averla seguita, ma ci sono anche le discordanze tra le dichiarazioni rese dall’ imputata dopo l’ arrestoe quelle spontanee fornite alla fine del procedimento. I tre magistrati (oltre Trovati c’ erano anche Diamante Minucci e Alessandra Salvadori) hanno sempre precisato che il processo non ha riguardato «le ragioni o i torti del movimento No Tav o di quello che invece si schiera a favore dell’ alta velocità»: «Garberi Elena e Valenti Marianna non vengono processate perché attiviste No Tav, ma esclusivamente perché accusate di aver partecipato a una legittima manifestazione di dissenso con modalità illegittime». E analizzando i fatti non emergono responsabilità della prima imputata.

Per essere condannata per «concorso morale», come aveva richiesto il pm Nicoletta Quaglino, Garberi, 40 anni, operaia e volontaria nella Croce Rossa difesa dall’ avvocato Gianluca Vitale, avrebbe dovuto istigare, agevolare le violenze o rafforzare il «proposito criminoso» dei partecipanti, ma non ha fatto nulla di tutto ciò, nessuno l’ ha vista comportarsi così, né ci sono prove. Inoltre la resistenza alle forze dell’ ordine e i lanci di oggetti non erano «un’ azione comune coralmente preordinata e condivisa» in cui i tutti i presenti cooperavano «quanto meno con incitamenti e slogan a sostegno e rafforzamento dell’ azione violenta altrui». La manifestazione «coinvolse persone aventi diverse matrici ideologiche, unite da un medesimo scopo, ma prive di unitaria sintonia di pensiero e di azione», motivo per cui bisogna «operare distinzioni tra coloro che intendevano dar legittimamente corpo, voce e visibilità a un movimento, e coloro che intendevano manifestare il loro dissenso in modo illegittimo».

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...