Torino, accordo tra procure per indagini più rapide

Mentre in Tribunale si avvicina la sentenza del processo per lo scandalo Grinzane Cavour, la procura della Corte dei Conti, che ha concluso l’indagine, deve interrogare ancora tre funzionari della Regione prima dell’eventuale verdetto. Nel frattempo si attende ancora la decisione dei giudici contabili nel procedimento contro l’ex magistrato Giuseppe Marabotto e gli altri responsabili degli sprechi alla procura di Pinerolo, già condannati in via definitiva. Per evitare questi ritardi e per punire con più efficacia chi commette reati contro l’amministrazione pubblicae danneggia le casse dello Stato, il procuratore capo di Torino Gian Carlo Caselli e il procuratore regionale della Corte dei Conti Piero Floreani hanno firmato un protocollo di intesa con lo scopo di migliorare la collaborazione e il coordinamento delle inchieste.

Basta con i doppioni, stop alle inchieste che viaggiano su binari paralleli senza incontrarsi mai. In Piemonte è il primo accordo di questo genere e in futuro potrebbe essere esteso anche ad altre sedi giudiziarie della regione.

Con un migliore coordinamento le due procure potranno indagare contemporaneamente risparmiando tempo e risorse.

Spesso infatti accade che, per colpa delle lunghe procedure, la Corte dei conti intervenga molto dopo e così l’imputato abbia il tempo di alienare i suoi beni per non risarcire il danno accertato. Così, stando alle ipotesi della Procura contabile, avrebbe fatto l’ex primario di cardiochirurgia delle Molinette Michele Di Summa, condannato per lo scandalo delle valvole cardiache, per il quale dovrebbe risarcire 2,4 milioni di euro allo Stato.

Per evitare questi comportamenti che vanificano gli sforzi degli inquirenti saranno adottate alcune soluzioni. Nelle due procure sarà individuato un magistrato che dovrà restare in contatto con il collega dell’altra parte per lo scambio di informazioni e atti di indagini sui dipendenti pubblici che hanno danneggiato lo Stato.

Gli scambi dovranno avvenire quando gli atti non saranno più coperti dal segreto, ad esempio dopo le misure cautelari, le chiusure delle inchiesteo dopo l’archiviazione. Il passaggio di informazioni potrà avvenire anche se gli atti saranno ancora segreti: da una parte il pm ordinario potrà trasmettere informazioni o copie di documenti, così che il procuratore della Corte dei Conti possa quantificare il danno all’erario.

Quando scoprirà una violazione della legge, pure quest’ultimo magistrato potrà passare atti al pm ordinario, come avviene già in certi processi civili o davanti al Tar. Infine, se le due procure indagano per lo stesso fatto, i titolari dei rispettivi fascicoli potranno lavorare insieme affidando deleghe alla polizia giudiziaria o disponendo consulenze tecniche congiunte per ottimizzare l’uso delle risorse personali e finanziarie.

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