No Tav, arriva la prima sentenza Solo una donna condannata

Una delle prime sentenze per le manifestazioni No Tav del 2011. Da “La Repubblica”, edizione di Torino del 12 luglio 2012.

È una prima sentenza importante per il nuovo ciclo delle proteste No Tav cominciate lo scorso anno. Una sentenza a metà, che condanna per un episodio, ma assolve per molti altri. Ieri mattina il Tribunale ha inflitto una pena a otto mesi di reclusione a Marianna Valenti, 21 anni, militante No Tav, per l’accusa di resistenza a pubblico ufficiale. La giovane è stata assolta dall’accusa di lesioni, mentre è stata assolta su tutta la linea Elena “Nina” Garberi, di 40 anni. Le due erano state arrestate il 9 settembre 2011 dopo una manifestazione davanti al cantiere del tunnel geognostico della Maddalena per la linea Torino-Lione.

La protesta era sfociata in alcuni scontri e le due donne erano state prese e tenute in carcere per tredici giorni. Poi Garberi e Valenti avevano avuto i domiciliari la prima e l’obbligo di dimora la seconda, misure attenuate all’inizio del processo con il divieto di dimora a Chiomonte e Giaglione, annullato solo il 7 giugno. Il processo contro di loro è cominciato il 4 aprile scorso e è terminato nel giro di tre mesi. La corte tutta al femminile, presieduta dal giudice Paola Trovati, affiancata da Alessandra Salvadori e Diamante Minucci, ha avuto un’attenzione costante ai fatti.

Trovati ha subito messo chiarito: «Non siamo qui per fare il processo alla Tav né ad alcun movimento che esprima il proprio dissenso in maniera democratica – aveva detto respingendo alcuni testimoni della difesa, come i genitori di Carlo Giuliani o gli esperti del Politecnico su materie legate all’opera – . Siamo qui per discutere delle accuse alle due imputate e per stabilire se è vero oppure no che abbiano tirato pietre durante la manifestazione». Così è stato, con l’audizione delle imputate, di altri manifestanti e delle forze dell’ordine in servizio, queste ultime chiamate dal pm Nicoletta Quaglino. I giudici hanno ascoltato e chiesto informazioni sui cortei e sui comportamenti dei manifestanti. «Perché portate una bottiglietta con acqua e Maalox?», hanno domandato in riferimento al kit di pronto soccorso che Garberi, volontaria della Croce Rossa, aveva con sé. «Per proteggersi dai lacrimogeni», ha risposto una teste.

Una cosa semplice per chi frequenta certe manifestazioni, ma non nota a tutti. Così, stando alla loro sentenza, le due imputate non sono colpevoli dei lanci di pietre. Stando agli avvocati della difesa, Gianluca Vitale e Marco Melano, solo la testimonianza di un carabiniere (da loro ritenuta contraddittoria) inguaierebbe Valenti. Una sentenza a metà, appunto, per cui alcuni No Tav si sono felicitati con “Nina”, per poi invece manifestare la loro solidarietà a Marianna.

Dal presidio di fronte al Palazzo di Giustizia (dove ieri le difese dei 46 imputati per gli scontri del 27 giugno e 3 luglio 2011 hanno chiesto il proscioglimento degli assistiti) si è staccato un corteo diretto verso il centro che ha raggiunto – senza incidenti – la sede della Rai e il Palazzo della Regione. «11 luglio 1998, Sole si uccide, verrà assolta. 11 luglio 2012, Marianna condannata a otto mesi», così un cartello tracciava un parallelo con la lotta No Tav di fine anni Novanta.
In serata in Val di Susa, una cinquantina di attivisti ha fatto una passeggiata in mezzo alle vigne per raggiungere l’Avanà e il cantiere, ma poi sono indietreggiati.

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