Mese: febbraio 2012

Eternit, il barone, il filantropo e “l’offerta del diavolo”

Da “Il Fatto quotidiano” del 14 febbraio 2012, pagina 3.

Chissà, se fossero stati nella maxiaula 1 alla lettura della condanna, cosa avrebbero pensato Louis De Cartier De Marchienne e Stephan Schmidheiny ascoltando la Spoon River di Casale Monferrato, i nomi e cognomi di vittime e di famiglie spezzate dall’amianto dell’Eternit. Perché neanche ieri i due si sono presentati davanti alla corte. Condannati in contumacia, mai visti, mai sentiti. Per loro parlano i loro avvocati. Per Schmidheiny parlano anche i soldi. L’altro, invece, il barone belga De Cartier De Marchienne tace: è nato il 21 settembre 1921, ha novanta anni e di certo non finirà in carcere. Lui controllava l’Eternit italiana dal 1952 fino alla cessione alla famiglia svizzera Schmidheiny. Il 64enne ha ereditato l’azienda dai predecessori che iniziarono l’attività nel 1903. Ha cominciato a lavorare nell’azienda a 29 anni, diventando poi presidente del consiglio d’amministrazione nel 1978. Nel 1989 ha ceduto le sue quote dell’Eternit al fratello Thomas ed è diventato un filantropo: ha cercato di “cambiare rotta”, parafrasando il titolo del suo libro pubblicato per il Mulino nel 1992, anno del bando dell’amianto in Italia. Ha creato un’organizzazione dedicata al padre, la “Max Schmidheiny foundation”, che nel 2000 ha consegnato a Romano Prodi un premio per la libertà. Controlla la Viva Trust, che promuove la diffusione di un’economia e uno sviluppo sostenibile in America Latina: “Sono un cittadino – ha scritto sul suo sito – un uomo d’affari, un escursionista, un collezionista d’arte e ogni giorno faccio del mio meglio perché ciascuno dei miei ruoli sia ispirato alla stessa visione, agli stessi valori”. Valori che ammontano a 2,9 miliardi di dollari stando alla classifica dei miliardari del mondo nel 2011 stilata da Forbes. Lui è al 393°, il quinto uomo più ricco della ricca Svizzera. Coi questi soldi non ha solo finanziato molte associazioni ambientaliste, ma ha anche cercato di risarcire i familiari delle vittime e i comuni italiani danneggiati dall’Eternit, a patto che uscissero dal processo rinunciando a ogni azione futura. A novembre ci aveva provato con Casale Monferrato, che inizialmente stava per accettare. Poi le manifestazioni dei cittadini contro “l’offerta del diavolo” e l’intervento del ministro della Salute Renato Balduzzi hanno fatto cambiare idea al sindaco Giorgio Demezzi.