Vedova Thyssen vittima di uno stalker

Da La Repubblica, edizione di Torino del 20 dicembre 2011

Ha aggredito Sabina Torrente, vedova dell’operaio Angelo Laurino morto nel rogo della ThyssenKrupp. L’ ha minacciata e molestata, fino allo stalking. Per queste accuse Gaetano “Nino” Spinapolice, benzinaio, è finito sotto processo. Ieri mattina in aula ad accusarlo c’era proprio lei, caduta nelle sue braccia, e l’altro, Plinio Paduano, agente della polizia municipale, confidente dell’uomo e poi rivale in amore. La vicenda era emersa nell’indagine del pm Alessandro Sutera Sardo sulla cessione delle radiotrasmittenti Tetra dei vigili urbani ai carrozzieri: Spinapolice, intermediario tra le parti, aveva patteggiato e Paduano era stato condannato a un anno e dieci mesi. «La nostra storia è cominciata ai primi di marzo», ha raccontato la donna al giudice Paolo Gallo, che ha accettato l’ingresso dei figli nel processo come parte lesa perché avrebbero subito l’influenza negativa di Spinapolice. Sulle prime lei trova nell’imputato un uomo comprensivo, capace di sostenerla dopo la scomparsa del marito, ma lo vuole solo per sé, mentre lui preferirebbe una relazione extraconiugale. «Quando lui ha deciso di tornare con sua moglie,è finita», ha detto. Il 25 marzo 2009 il benzinaio raggiunge la donna nel parcheggio di casa per chiederle di tornare insieme ma, al suo rifiuto, la prende a schiaffi. Torrente telefona a Paduano: «Ricevo una telefonata da Sabina che, con voce tremante, mi mette al corrente», ha detto il vigile. Lui va dal conoscente, con cui è in confidenza: «Mi dice che è accaduto per una provocazione della Torrente e mi chiede di andare all’ospedale Maria Vittoria e chiederle se vuole fare una denuncia». Spinapolice nega di aver alzato le mani e afferma che la donna ha sbattuto contro la portiera. «Dopo quel 25 marzo c’è stato un cambio totale di atteggiamento. Lo vedevo con occhi diversi». Il benzinaio «ha continuato a usarmi per sapere qualcosa su Sabina, per interloquire con lei e chiederle se lo avesse denunciato». L’agente resiste, fino a quando Spinapolice lo convince a seguirlo in auto per parlargli con calma. Dice a Paduano che spiffererà la storia delle radiotrasmittenti ai giornali, provocando fastidi a molte persone «tra cui Sabina, molto conosciuta per la questione Thyssen». «Spinapolice mi stava ricattando – ha aggiunto – mandava in continuazione messaggi, anche con minacce velate». Per il difensore Andrea Milani l’imputato non ha commesso i fatti per cui è alla sbarra né ha compiuto il reato di stalking ed è pronto a dimostrarlo con altri testimoni.

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