Mese: novembre 2011

“Scelta sciagurata” dell’ad ThyssenKrupp. Le motivazioni della sentenza

Il 6 dicembre 2007 un incendio nello stabilimento torinese del gruppo tedesco uccise sette operai. Harald Hespenhahn, condannato con altri cinque dirigenti, sapeva del rischio ma “decise di azzerare ogni intervento di prevenzione”, in vista del trasferimento della produzione a Terni. Da ilfattoquotidiano.it del 15 novembre 2011.

Conosceva i rischi, ma azzerò la prevenzione e la sicurezza. Una scelta “sciagurata”, ma consapevole. Per questo Harald Espenhahn, amministratore delegato della ThyssenKrupp in Italia, è stato condannato a 16 anni e sei mesi di reclusione per “omicidio con dolo eventuale”, una sentenza storica per gli incidenti mortali sul lavoro. Lo scrive il giudice a latere Paola Dezani della seconda sezione penale della Corte d’assise di Torino nelle motivazioni della sentenza per l’incendio del 6 dicembre 2007 sulla linea 5 dello stabilimento in cui morirono sette operai. Oltre all’ad tedesco erano stati condannati altri cinque dirigenti della società: Mario Pucci,Gerald PriegnitzDaniele MoroniRaffaele Salerno e Cosimo Cafueri. Contro di loro invece l’accusa, rappresentata dai pm Raffaele GuarinielloLaura Longo e Francesca Traverso, aveva contestato il reato di omicidio colposo. A tutti, inoltre, erano contestati “rimozione e omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro” e l’incendio colposo aggravato.

Stando a quanto scritto nelle 504 pagine depositate ieri in cancelleria, Espenhahn decise di non fare nulla per la sicurezza degli incendi confidando nei suoi collaboratori, “decidendo di azzerare qualsiasi intervento di ‘fire prevention’ e di continuare la produzione in quelle condizioni”. Perché per l’impianto torinese era già prevista la chiusura, con trasferimento della produzione nello stabilimento di Terni. La situazione complessiva e “gli elementi di conoscenza ed all’alto grado della consapevolezza” dell’ad tedesco inducono “la Corte a ritenere che certamente Espenhahn si fosse ‘rappresentato’ la concreta possibilità, la probabilità del verificarsi di un incendio, di un infortunio anche mortale sulla linea 5 di Torino, e che altrettanto certamente, omettendo qualsiasi intervento di ‘fire prevention’ in tutto lo stabilimento e anche sulla linea 5 e anche nella zona di entrata della linea 5, ne avesse effettivamente accettato il rischio”.

(altro…)