Wikileaks, nei cables elogio all’integrazione a Torino

 

Schermata 09-2455832 alle 21.42.40 Schermata 09-2455832 alle 21.44.01

 

«Torino dà il buon esempio» per l’ integrazione degli immigrati. Lo sostengono i diplomatici statunitensi del Consolato di Milano in un documento del 5 gennaio 2010 (diventato disponibile grazie a Wikileaks) dedicato agli sforzi delle amministrazioni del Nord Italia, non sempre positivi: «Fortunatamente, nonostante la regolare retorica (e a volte l’ azione) contro gli immigrati nel Nord Italia, crediamo che l’ esempio di Torino sia più indicativo di come le autorità locali approcciano la questione dell’ immigrazione», è scritto nel sommario. È solo uno dei temi torinesi trattati dai documenti disponibili grazie a Wikileaks: interessanti sono i resoconti sulla sicurezza in città durante le Olimpiadi invernali del 2006, le analisi politiche sulla Lega e l’incontro tra i rappresentanti Usa e gli appartenenti a una ronda padana, ma anche quelli sulla crisi della Fiat o quello su “Calciopoli”.

Gli statunitensi sembrano apprezzare l’ apertura del servizio civile ai figli di immigrati, le cosiddette “seconde generazioni” (2G). Da anni ormai venti giovani tra i 18 e i 27 anni, residenti a Torino ma senza la cittadinanza italiana, hanno la possibilità di svolgere il servizio civile per sei mesi. Un progetto in controtendenza che caratterizza Torino tra le città impegnate nell’ integrazione. «La città ha aperto la porta a 24 figli e figlie di immigrati nati in Italia di undici nazionalità per partecipare a un programma che incoraggi i giovani a lavorare con il governo italiano. Sebbene sia finanziato a livello nazionale, il programma è amministrato a livello locale e Torino ha deciso includerlo nei suoi impegni per l’ integrazione». Gli statunitensi sottolineano che «c’è addirittura uno sforzo per rendere nazionale il programma torinese, sebbene le probabilità di successo di questa campagna non siano certe». «Alla recente conferenza nazionale delle seconde generazioni di musulmani, tenuta a Torino (erano i primi del dicembre 2009, ndr), l’assessore per l’Integrazione Ilda Curti ha elogiato i benefici dell’ spansione del programma: “Torino sta capendo che viviamo in una società pluralistica” e questo programma è un mezzo per riconoscere che “il processo di integrazione deve essere governato e supportato”». Un sostegno lo dà la proposta di Livia Turco per estendere il programma a tutta l’ Italia, una mossa forse corretta perché – ricorda il documento – «molti osservatori credono che il fallimento nell’ integrare nella società italiana questi giovani, in particolare quelli di origine musulmana, potrebbe portarli a sottoculture estremistiche». In un altro “cable” del Consolato americano, quello del 21 dicembre 2009, gli analisti descrivono l’ “approccio progressista” per la costruzione delle moschee, basato sulla collaborazione con i leader locali e sul rispetto delle norme urbanistiche, come illustrato dalla Curti all’ incontro pubblico del dicembre 2009. «L’accoglienza torinese agli immigrati di seconda generazione nel programma di servizio civile del governo incarna il riconoscimento degli sforzi che devono essere fatti per includere la comunità di immigrati nella società civile», concludono i diplomatici.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...